Progetti studenteschi
L’educazione non passa solo dai banchi di scuola, ma anche attraverso esperienze pratiche che coinvolgono il corpo, le emozioni e la partecipazione attiva. È con questo spirito che vengono proposti dal Dipartimento di Scienze Motorie numerosi progetti per educare al rispetto, alla consapevolezza e alla gestione delle emozioni. Il Progetto Sicurezza Urbana mette al centro la lotta contro la discriminazione, la violenza e la violenza di genere. Attraverso un percorso formativo in palestra, le studentesse vengono guidate in attività motorie mirate a sviluppare consapevolezza corporea, rafforzare l’autostima e riconoscere situazioni di rischio. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per affrontare e prevenire aggressioni di varia natura, imparando a decifrare i segnali del pericolo e a reagire in modo sicuro e consapevole. La Cento School Cup, promossa dalla Società Benedetto XIV Cento, unisce sport e competenze multidisciplinari. Al centro c’è un torneo di basket giovanile che ha coinvolto tutti gli istituti superiori del territorio. Ma oltre al gioco, gli studenti si sono cimentati anche in ambiti come giornalismo, comunicazione social, marketing e amministrazione, simulando la gestione di una vera e propria società sportiva. puntando a formare cittadini attivi e consapevoli. Il progetto Baskin, uno sport che permette a tutti i partecipanti (maschi e femmine, normodotati e disabili fisici e intellettivi) di giocare insieme e di esprimere il massimo delle proprie capacità. Il termine "baskin" è l'unione di "basket" e "inclusivo". Il Progetto Apnea propone un’esperienza più intima e riflessiva: attraverso la pratica dell’apnea statica in piscina, gli studenti imparano a gestire emozioni come ansia, stress e panico. Una disciplina che insegna a stare in ascolto di sé, trasformando il silenzio dell’acqua in uno strumento di crescita personale Il progetto 118 sensibilizza gli studenti sull’importanza del primo soccorso attraverso incontri con i volontari del 118. Il progetto mira a fornire conoscenze base su come affrontare situazioni di emergenza, promuovendo senso civico, responsabilità e capacità di intervento tempestivo. Il progetto Scherma avvicina gli studenti alla disciplina, promuovendo valori come il rispetto delle regole, la concentrazione, l’autocontrollo e la lealtà. L’attività di Orienteering sviluppa capacità di orientamento, decisione e autonomia.
Un ringraziamento a tutte le docenti di Scienze Motorie.
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La classe 3S ha partecipato a un torneo non competitivo di Sitting-Volley presso l’impianto sportivo Baratti di Bologna, insieme ad altre scuole. Questo evento, organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Villanova Volley, ha avuto come temi principali l'inclusione e la legalità, trasmessi attraverso lo sport e momenti di confronto. Il Sitting-Volley è una disciplina paralimpica che esiste dal 1976. Si gioca da seduti e, come specifica il regolamento della Federvolley, “in ogni istante durante le azioni di gioco, i giocatori devono avere le natiche a contatto con il terreno”. Questa regola semplice rende il gioco davvero accessibile a tutti. Durante la giornata, abbiamo avuto anche l'opportunità speciale di giocare con alcune atlete della squadra femminile di pallavolo di Bologna. È stato un momento davvero emozionante. Successivamente, si è tenuta una conferenza con il questore di Bologna Antonio Sbordone, il prefetto Enrico Ricci e altri rappresentanti delle forze dell'ordine. Hanno parlato del valore della legalità, dell'importanza di “pre-occuparsi” dei cittadini, dell'inclusione e del rispetto delle regole. Nel vicino Parco della Montagnola, rinnovato e animato per l'occasione, la Polizia di Stato ha mostrato i diversi ambiti del proprio lavoro con stand interattivi: unità cinofile, scientifica, primo soccorso e artificieri. “Per noi studenti, è stata un'esperienza nuova e significativa: ci ha fatto crescere, riflettere e capire che attraverso lo sport si può davvero costruire una società più giusta e accogliente. È stato un momento che ci ha uniti e che porteremo nel cuore”. Un ringraziamento alle docenti Patrizia Ribaud di Scienze Motorie e a Manuela Bolelli.
“L’inclusione non è uno slogan: è un campo in cui tutti giocano, e ognuno conta.”
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Nelle giornate del 13 maggio e del 16 maggio 2025 un gruppo di studentesse e di studenti del nostro Istituto ha partecipato alle partite di pallavolo e calcio all’interno della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna. Questa attività si inserisce nel progetto multidisciplinare Carcere e sport, riscatto e inclusione proposto, per questo anno scolastico, dalle professoresse Milvia Busi, Francesca Roveri e Marta Vecchi con l’obiettivo di veicolare messaggi importanti quali quello dell'inclusione e della solidarietà attraverso il potente mezzo dello sport.
“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono, lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. È più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione” (Nelson Mandela).
Le studentesse e gli studenti maggiorenni che volontariamente hanno aderito a questa iniziativa hanno costituito due squadre (una di pallavolo e una di calcio) con alunni e alunne provenienti da quasi tutte le classi quinte (e quarte) della nostra scuola e si sono ritrovati a giocare insieme a detenuti e detenute del carcere della Dozza, E' stata un’esperienza davvero molto toccante!
Questo evento era già stato preceduto e preparato da un incontro a scuola nel mese di ottobre con i referenti della Uisp che si occupano dello sport in carcere, sia per quanto riguarda il Pratello (carcere minorile) sia la Dozza (carcere adulti); naturalmente, i nostri atleti e le nostre atlete del gruppo sportivo pomeridiano si sono allenati per tutto l’anno anche per questa iniziativa, che si è svolta nel migliore dei modi, sia dal punto di vista atletico, ma soprattutto è stata arricchente dal punto di vista umano.
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"Una delle azioni più importanti e significative che possiamo compiere verso il prossimo è donargli il nostro tempo", esordisce così l’operatore del 118 e pluriatleta Omar Bortolacelli, presente per il quarto anno presso il nostro Istituto per il ‘Progetto Omar’ nei giorni 28 e 29 aprile 2025. I suoi interventi, diretti e chiari, sono rivolti alle classi quarte e quinte per ragionare insieme e sensibilizzare studentesse e studenti sulla sicurezza stradale e sull’importanza di una giusta prevenzione. Omar da anni ha deciso di regalare il suo tempo alle scuole per questa causa: nel dialogo con gli studenti e studentesse , Omar racconta dell’incidente e del perché è seduto su una carrozzina, lasciando tutti incuriositi e attenti alle sue parole, che incoraggiano a rispettare la propria vita e quella degli altri quando ci si trova sulla strada, a piedi o su un mezzo.
Grazie, Omar, per il tuo messaggio, sempre positivo!
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La squadra del nostro istituto che si è aggiudicata il premio per il miglior progetto nazionale nella finale nazionale di “CanSat” organizzata da Infini.to - Planetario di Torino, in collaborazione con ESERO Italia e l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Gli studenti del settore tecnologico vincitori sono: Fabbri Giovanni, Vallefuoco Giuseppe, Minelli Riccardo, Manfredini Valeria, Pratizzoli Nicolò e Amrins Rayan. Hanno partecipato alla sfida con un prototipo interamente realizzato nei laboratori dell’Istituto in grado di rilevare diversi parametri fisici, fra i quali le radiazioni di radiazioni ionizzanti, prodotte per esempio dall’interazione di un meteoroide con l’atmosfera. Durante la competizione il Team ha raccolto i dati trasmessi dal minisatellite e rendicontato i risultati ottenuti. Complimenti ai vincitori e a tutta la squadra che ha collaborato alla realizzazione del progetto: Damiano Goretti, Stefano Ramponi, Sara Picciuto, Paolo Ronchetti. Un ringraziamento da parte dei ragazzi e delle ragazze ai docenti che hanno seguito, passo dopo passo, la squadra con utili consigli, ai compagni che hanno supportato il gruppo anche nei momenti più delicati, al personale Ata.
Complimenti da parte di tutta la comunità scolastica agli studenti e studentesse, ai docenti coinvolti nel progetto.
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