Progetti studenteschi
L’uscita didattica svolta a Bologna è stata un vero percorso nella memoria e nella coscienza civile. Attraverso i luoghi segnati da due tragedie che hanno colpito profondamente l’Italia — la Strage di Bologna e la tragedia di Ustica — gli studenti hanno avuto l’occasione di confrontarsi con il dolore, il silenzio e il bisogno di verità che ancora oggi accompagnano questi eventi. A partecipare sono state tutte le classi quinte del nostro istituto, per un totale di 271 studenti e studentesse: una partecipazione numerosa che ha dimostrato quanto sia importante, soprattutto per le nuove generazioni, confrontarsi con la storia e con il significato della memoria collettiva.
Arrivare alla stazione di Bologna Centrale ha suscitato una sensazione particolare. Sapere che proprio lì, il 2 agosto 1980, una bomba abbia spezzato la vita di 85 persone rende quel luogo diverso da qualsiasi altro. Ascoltando le testimonianze dei familiari, dei sopravvissuti e di chi era presente quel giorno, si è capito che la memoria non è qualcosa di distante o astratto, ma una realtà che continua a vivere nei luoghi, nelle persone e nelle emozioni.
La visita al Museo per la Memoria di Ustica è stata forse ancora più intensa. Entrare nello spazio che custodisce il relitto del DC-9 Itavia ha creato un’atmosfera difficile da descrivere. Il silenzio, le luci soffuse e le voci dell’installazione artistica sembravano raccontare storie interrotte troppo presto. Ogni dettaglio invitava a fermarsi e riflettere. Non si trattava solo di osservare i resti di un aereo, ma di percepire il peso umano di una tragedia che ancora oggi lascia molte domande senza risposta.
“Ciò che ha colpito maggiormente è stato comprendere quanto sia importante ricordare. Spesso eventi come questi vengono studiati velocemente nei libri di storia. Trovarsi invece nei luoghi reali cambia completamente la prospettiva: ci si rende conto che dietro ai numeri ci sono vite, famiglie, sogni e persone comuni”, raccontano alcuni studenti.
“Questa esperienza ci ha fatto capire che la memoria non serve soltanto a conservare il passato, ma anche a costruire il futuro. Ricordare significa assumersi la responsabilità di non restare indifferenti, di cercare la verità e di difendere i valori della democrazia e della giustizia”.
“Siamo tornati da questa uscita con molte emozioni e domande, ma soprattutto con una maggiore consapevolezza. Alcuni luoghi non si visitano soltanto: si ascoltano, si rispettano e si portano dentro di sé”.
Ringraziamo la docente Francesca Roveri per aver organizzato le uscite didattiche in collaborazione con l’ Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, la docente universitaria Cinzia Venturoli per aver offerto alle classi una ricostruzione del contesto storico/sociale in cui si collocarono gli avvenimenti.
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Le classi 5N e 4Q del nostro Istituto hanno vissuto un importante momento di approfondimento storico e civile dedicato alla tragedia di Marcinelle, dialogando con il prof. Marco Prandoni, docente UNIBO da anni impegnato, insieme ad altri ricercatori, nel progetto *Minatori di Memorie*, dedicato alla memoria culturale delle miniere e della migrazione italiana in Belgio e nei Paesi Bassi.
L’incontro ha permesso agli studenti di conoscere una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana del Novecento: il disastro avvenuto l’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier, vicino alla città belga di Charleroi. Un incendio, causato da un errore durante la manovra di un ascensore, intrappolò centinaia di lavoratori nel sottosuolo, provocando la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani.
Nel 70° anniversario della tragedia e nell’80° della stipula degli accordi italo-belgi del 1946, il ricordo di quelle vittime continua a rappresentare un momento fondamentale di riflessione storica e sociale. Migliaia di italiani partirono nel secondo dopoguerra verso il Belgio in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori, in base agli accordi tra i due Paesi: carbone in cambio di manodopera. Molti provenivano dall’Abruzzo, dalla Sicilia e dal Veneto, ma anche dall’Emilia-Romagna.
Durante l’incontro, il prof. Prandoni ha sottolineato come conoscere la tragedia di Marcinelle significhi non solo rendere omaggio alle vittime, ma anche riflettere sulle eredità che quella storia lascia ancora oggi. Le condizioni di lavoro nelle miniere erano estremamente dure: turni massacranti, scarsa sicurezza e continui rischi rendevano ogni discesa sottoterra una sfida alla sopravvivenza.
La tragedia di Marcinelle segnò profondamente la coscienza pubblica italiana, portando all’attenzione le condizioni disumane vissute da molti lavoratori emigrati. Ancora oggi, infatti, gli incidenti sul lavoro continuano a causare vittime in Italia e nel mondo, rendendo questa memoria più attuale che mai.
L’incontro ha offerto agli studenti l’occasione di riflettere sui temi della sicurezza sul lavoro, della dignità dei lavoratori e del fenomeno migratorio italiano nel Novecento. Attraverso testimonianze, racconti e approfondimenti storici, i ragazzi hanno potuto comprendere il valore della memoria come strumento di consapevolezza e cittadinanza.
Nel silenzio del memoriale del Bois du Cazier, i nomi incisi sulle lapidi ricordano uomini comuni partiti con una valigia piena di speranze e mai più tornati a casa. Dopo settant’anni, il loro sacrificio continua a parlare alle nuove generazioni.
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Confindustria Emilia Area Cento racconta sui quotidiani locali la Giornata di Orientamento al Lavoro all’Istituto Bassi-Burgatti. L'iniziativa ha trasformato la scuola in un vero e proprio hub occupazionale, mettendo in contatto diretto gli studenti e le studentesse delle classi quinte con il tessuto produttivo locale. Complessivamente, sono stati effettuati circa 150 colloqui individuali, grazie alla partecipazione di 15 imprese d'eccellenza del territorio.Un rigraziamento a Confindustria, ai docenti referenti del progetto.
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Importante momento di incontro tra scuola e mondo del lavoro presso l’Istituto Bassi Burgatti, che ha ospitato un’iniziativa dedicata all’orientamento e al confronto diretto tra studenti e imprese del territorio. L’iniziativa è nata a seguito di un incontro di Confindustria Emilia con la Dirigente Annamaria Barone Freddo e i docenti referenti dell’Istituto, con l’obiettivo di offrire agli studenti un’occasione concreta di avvicinamento alle realtà produttive locali.
Nelle settimane precedenti all’evento, gli studenti delle classi quinte e della 4Q del percorso quadriennale hanno potuto prenotare autonomamente i colloqui attraverso una piattaforma dedicata messa a disposizione da Confindustria Emilia, scegliendo aziende, orari e disponibilità per incontri individuali della durata di circa venti minuti.
Dalle 14:30 alle 18:00, l’Istituto ha accolto 15 aziende operanti in diversi settori produttivi, che hanno svolto colloqui conoscitivi e orientativi con gli studenti degli indirizzi amministrazione, relazioni internazionali, informatica, telecomunicazioni, automazione, elettronica, liceo scientifico-scienze applicate e quadriennale.
Le aziende partecipanti sono state Apicom, Baltur, Bonfiglioli Engineering, CAMimpianti, Casoni Fabbricazione Liquori, Ceramica Sant’Agostino, Cigaimpianti, Deltos, DVP Vacuum Technology, Elecnor, Fava, Oberti, Poppi Forging Group, SIRTEC (Tecopress) e VM Motori.
Positiva la partecipazione degli studenti, che hanno dimostrato interesse e coinvolgimento durante l’intera iniziativa. Molti ragazzi hanno inoltre colto l’opportunità di sostenere ulteriori colloqui conoscitivi oltre a quelli prenotati inizialmente tramite la piattaforma.
L’evento si è confermato un’importante occasione di orientamento, crescita personale e dialogo con il mondo delle imprese, permettendo agli studenti di confrontarsi direttamente con professionisti e realtà produttive del territorio e offrendo spunti utili sia per future esperienze lavorative sia per scelte universitarie e formative più consapevoli.
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Un’importante occasione di riflessione e crescita civile ha coinvolto i nostri studenti e le nostre studentesse, che hanno incontrato Nicola Gratteri e Antonio Nicaso nell’ambito di un progetto sulla legalità promosso dal Comune di Cento. L’iniziativa ha preso spunto dal romanzo “Senza scorciatoie. Una storia per dire no alle ingiustizie”, testo che affronta con linguaggio diretto e coinvolgente i temi della giustizia, del coraggio e della responsabilità individuale nella lotta contro ogni forma di illegalità.
Numerosissimi i ragazzi e le ragazze presenti, che hanno partecipato con grande attenzione e maturità, ponendo domande puntuali e approfondite sul fenomeno mafioso e sulle conseguenze che esso ha nella società contemporanea. Il dialogo con gli ospiti ha permesso agli studenti di confrontarsi su temi complessi ma fondamentali, sviluppando una maggiore consapevolezza del valore della legalità e dell’impegno civico.
Dal dibattito sono emersi con forza i principi della giustizia e della libertà, insieme alla consapevolezza del ruolo centrale che le giovani generazioni possono e devono avere nel contrasto alle mafie e a tutte le forme di sopraffazione che mettono in discussione i valori sanciti dalla nostra Costituzione.
L’incontro ha rappresentato un momento significativo di educazione alla cittadinanza attiva, confermando l’importanza della scuola come luogo di confronto, crescita culturale e formazione di cittadini consapevoli e responsabili.
Ringraziamo il Comune di Cento e il Centro per le Famiglie per questa opportunità!
Complimenti alle classi partecipanti e ai docenti che hanno coordinato il progetto!
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