Progetti e concorsi
IsitOn - Numero 2
Online il secondo numero di IsitOn - il giornalino dell'IIS Bassi-Burgatti.
Hanno contribuito a questo numero: Abdalla Mohamed, Amryns Ryan, Balboni Melissa, Batache Houda, Bertelli Riccardo, Borocci Tiarè, Casari Matteo, Draif Sojoud, Ghisellini Patrique, Grechi Beatrice, Guidetti Viola, Gul Rida, , Lamborghini Elsa, Patrizzoli Niccolò, Petrache Laura Elena, Petras Alex, Poggi Tommaso, Santangelo Francesco, Vancini Alessandra.
Ed i docenti: Alvisi Roberto, Badalì Marzio, Bini Matteo, Fanti Gioele, Lazzarini Sara, Magistro Luciano, Naddei Grasso Eduardo, Picciaiola Samanta, Pirelli Giulia, Nastasi Claudia, Turchi Lorenzo.
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Erasmus+ e internazionalizzazione: un anno di esperienze oltre i confini
L’anno scolastico 2025/2026 è stato particolarmente ricco di esperienze, incontri e opportunità europee per il nostro istituto. Le attività Erasmus+ e i progetti di internazionalizzazione hanno coinvolto circa 180 studenti, oltre a docenti e personale scolastico, confermando come la dimensione internazionale rappresenti ormai un elemento centrale della nostra offerta formativa. Nel corso dell’anno, numerosi studenti hanno partecipato a scambi culturali con scuole partner di Hillerød (Danimarca), Roubaix (Francia), Castricum (Paesi Bassi), Kėdainiai (Lituania), Iznalloz, Malaga e Siviglia (Spagna). Queste esperienze hanno offerto importanti occasioni di apprendimento, collaborazione e confronto interculturale attraverso attività didattiche, laboratori e visite sul territorio.
Altri gruppi di studenti hanno svolto percorsi di PCTO all’estero, a Malta, Valencia e Siviglia, sperimentando contesti professionali internazionali e sviluppando competenze linguistiche, relazionali e trasversali fondamentali per il loro futuro.
Tra le iniziative più significative dell’anno si distingue la partecipazione di un gruppo di studenti alla prima mobilità in Polonia nell’ambito del progetto di partenariato “Robotics without Borders”, che coinvolge Italia, Spagna e Polonia in un percorso dedicato alla robotica e alle nuove tecnologie.
Le attività di internazionalizzazione hanno interessato anche docenti e personale scolastico, protagonisti di esperienze di formazione, training e job shadowing in Spagna, Paesi Bassi, Lettonia e Lituania. Queste opportunità hanno favorito il confronto con realtà educative europee e l’acquisizione di nuove metodologie didattiche e organizzative.
Attraverso questi progetti, il nostro istituto continua a investire in un percorso di crescita e apertura internazionale, promuovendo un’educazione sempre più europea e orientata alle sfide del futuro.
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Un viaggio nella memoria: dalla Strage di Bologna al Museo di Ustica
L’uscita didattica svolta a Bologna è stata un vero percorso nella memoria e nella coscienza civile. Attraverso i luoghi segnati da due tragedie che hanno colpito profondamente l’Italia — la Strage di Bologna e la tragedia di Ustica — gli studenti hanno avuto l’occasione di confrontarsi con il dolore, il silenzio e il bisogno di verità che ancora oggi accompagnano questi eventi. A partecipare sono state tutte le classi quinte del nostro istituto, per un totale di 271 studenti e studentesse: una partecipazione numerosa che ha dimostrato quanto sia importante, soprattutto per le nuove generazioni, confrontarsi con la storia e con il significato della memoria collettiva.
Arrivare alla stazione di Bologna Centrale ha suscitato una sensazione particolare. Sapere che proprio lì, il 2 agosto 1980, una bomba abbia spezzato la vita di 85 persone rende quel luogo diverso da qualsiasi altro. Ascoltando le testimonianze dei familiari, dei sopravvissuti e di chi era presente quel giorno, si è capito che la memoria non è qualcosa di distante o astratto, ma una realtà che continua a vivere nei luoghi, nelle persone e nelle emozioni.
La visita al Museo per la Memoria di Ustica è stata forse ancora più intensa. Entrare nello spazio che custodisce il relitto del DC-9 Itavia ha creato un’atmosfera difficile da descrivere. Il silenzio, le luci soffuse e le voci dell’installazione artistica sembravano raccontare storie interrotte troppo presto. Ogni dettaglio invitava a fermarsi e riflettere. Non si trattava solo di osservare i resti di un aereo, ma di percepire il peso umano di una tragedia che ancora oggi lascia molte domande senza risposta.
“Ciò che ha colpito maggiormente è stato comprendere quanto sia importante ricordare. Spesso eventi come questi vengono studiati velocemente nei libri di storia. Trovarsi invece nei luoghi reali cambia completamente la prospettiva: ci si rende conto che dietro ai numeri ci sono vite, famiglie, sogni e persone comuni”, raccontano alcuni studenti.
“Questa esperienza ci ha fatto capire che la memoria non serve soltanto a conservare il passato, ma anche a costruire il futuro. Ricordare significa assumersi la responsabilità di non restare indifferenti, di cercare la verità e di difendere i valori della democrazia e della giustizia”.
“Siamo tornati da questa uscita con molte emozioni e domande, ma soprattutto con una maggiore consapevolezza. Alcuni luoghi non si visitano soltanto: si ascoltano, si rispettano e si portano dentro di sé”.
Ringraziamo la docente Francesca Roveri per aver organizzato le uscite didattiche in collaborazione con l’ Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, la docente universitaria Cinzia Venturoli per aver offerto alle classi una ricostruzione del contesto storico/sociale in cui si collocarono gli avvenimenti.
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A 70 anni da Marcinelle, gli studenti riflettono sulla tragedia dei minatori italiani
Le classi 5N e 4Q del nostro Istituto hanno vissuto un importante momento di approfondimento storico e civile dedicato alla tragedia di Marcinelle, dialogando con il prof. Marco Prandoni, docente UNIBO da anni impegnato, insieme ad altri ricercatori, nel progetto *Minatori di Memorie*, dedicato alla memoria culturale delle miniere e della migrazione italiana in Belgio e nei Paesi Bassi.
L’incontro ha permesso agli studenti di conoscere una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana del Novecento: il disastro avvenuto l’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier, vicino alla città belga di Charleroi. Un incendio, causato da un errore durante la manovra di un ascensore, intrappolò centinaia di lavoratori nel sottosuolo, provocando la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani.
Nel 70° anniversario della tragedia e nell’80° della stipula degli accordi italo-belgi del 1946, il ricordo di quelle vittime continua a rappresentare un momento fondamentale di riflessione storica e sociale. Migliaia di italiani partirono nel secondo dopoguerra verso il Belgio in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori, in base agli accordi tra i due Paesi: carbone in cambio di manodopera. Molti provenivano dall’Abruzzo, dalla Sicilia e dal Veneto, ma anche dall’Emilia-Romagna.
Durante l’incontro, il prof. Prandoni ha sottolineato come conoscere la tragedia di Marcinelle significhi non solo rendere omaggio alle vittime, ma anche riflettere sulle eredità che quella storia lascia ancora oggi. Le condizioni di lavoro nelle miniere erano estremamente dure: turni massacranti, scarsa sicurezza e continui rischi rendevano ogni discesa sottoterra una sfida alla sopravvivenza.
La tragedia di Marcinelle segnò profondamente la coscienza pubblica italiana, portando all’attenzione le condizioni disumane vissute da molti lavoratori emigrati. Ancora oggi, infatti, gli incidenti sul lavoro continuano a causare vittime in Italia e nel mondo, rendendo questa memoria più attuale che mai.
L’incontro ha offerto agli studenti l’occasione di riflettere sui temi della sicurezza sul lavoro, della dignità dei lavoratori e del fenomeno migratorio italiano nel Novecento. Attraverso testimonianze, racconti e approfondimenti storici, i ragazzi hanno potuto comprendere il valore della memoria come strumento di consapevolezza e cittadinanza.
Nel silenzio del memoriale del Bois du Cazier, i nomi incisi sulle lapidi ricordano uomini comuni partiti con una valigia piena di speranze e mai più tornati a casa. Dopo settant’anni, il loro sacrificio continua a parlare alle nuove generazioni.
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Giornata di Orientamento al Lavoro
Confindustria Emilia Area Cento racconta sui quotidiani locali la Giornata di Orientamento al Lavoro all’Istituto Bassi-Burgatti. L'iniziativa ha trasformato la scuola in un vero e proprio hub occupazionale, mettendo in contatto diretto gli studenti e le studentesse delle classi quinte con il tessuto produttivo locale. Complessivamente, sono stati effettuati circa 150 colloqui individuali, grazie alla partecipazione di 15 imprese d'eccellenza del territorio.Un rigraziamento a Confindustria, ai docenti referenti del progetto.
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- Colloqui, orientamento e opportunità: la scuola apre le porte alle imprese del territorio.
- Contro le mafie, senza scorciatoie: studenti a confronto con Gratteri e Nicaso
- La nostra scuola alla Cento Fava School Cup: vittoria in tre categorie e un MVP!
- Pace, tra memoria e responsabilità: il messaggio degli studenti e delle studentesse