Le classi 5N e 4Q del nostro Istituto hanno vissuto un importante momento di approfondimento storico e civile dedicato alla tragedia di Marcinelle, dialogando con il prof. Marco Prandoni, docente UNIBO da anni impegnato, insieme ad altri ricercatori, nel progetto *Minatori di Memorie*, dedicato alla memoria culturale delle miniere e della migrazione italiana in Belgio e nei Paesi Bassi.
L’incontro ha permesso agli studenti di conoscere una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione italiana del Novecento: il disastro avvenuto l’8 agosto 1956 nella miniera del Bois du Cazier, vicino alla città belga di Charleroi. Un incendio, causato da un errore durante la manovra di un ascensore, intrappolò centinaia di lavoratori nel sottosuolo, provocando la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani.
Nel 70° anniversario della tragedia e nell’80° della stipula degli accordi italo-belgi del 1946, il ricordo di quelle vittime continua a rappresentare un momento fondamentale di riflessione storica e sociale. Migliaia di italiani partirono nel secondo dopoguerra verso il Belgio in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori, in base agli accordi tra i due Paesi: carbone in cambio di manodopera. Molti provenivano dall’Abruzzo, dalla Sicilia e dal Veneto, ma anche dall’Emilia-Romagna.
Durante l’incontro, il prof. Prandoni ha sottolineato come conoscere la tragedia di Marcinelle significhi non solo rendere omaggio alle vittime, ma anche riflettere sulle eredità che quella storia lascia ancora oggi. Le condizioni di lavoro nelle miniere erano estremamente dure: turni massacranti, scarsa sicurezza e continui rischi rendevano ogni discesa sottoterra una sfida alla sopravvivenza.
La tragedia di Marcinelle segnò profondamente la coscienza pubblica italiana, portando all’attenzione le condizioni disumane vissute da molti lavoratori emigrati. Ancora oggi, infatti, gli incidenti sul lavoro continuano a causare vittime in Italia e nel mondo, rendendo questa memoria più attuale che mai.
L’incontro ha offerto agli studenti l’occasione di riflettere sui temi della sicurezza sul lavoro, della dignità dei lavoratori e del fenomeno migratorio italiano nel Novecento. Attraverso testimonianze, racconti e approfondimenti storici, i ragazzi hanno potuto comprendere il valore della memoria come strumento di consapevolezza e cittadinanza.
Nel silenzio del memoriale del Bois du Cazier, i nomi incisi sulle lapidi ricordano uomini comuni partiti con una valigia piena di speranze e mai più tornati a casa. Dopo settant’anni, il loro sacrificio continua a parlare alle nuove generazioni.