Progetti studenteschi
Un risultato di grande prestigio per i nostri studenti, che hanno conquistato il terzo posto al concorso di supercalcolo organizzato dall’Assemblea Legislativa in collaborazione con CINECA.
Il contest, dedicato al calcolo ad alte prestazioni (HPC, High Performance Computing), nasce con l’obiettivo di diffondere la consapevolezza sull’importanza delle competenze digitali come leva strategica per accelerare l’innovazione in tutti i settori applicativi, pubblici e privati.
Un’iniziativa che punta a formare le nuove generazioni su tecnologie sempre più centrali per guidare e governare il cambiamento nei prossimi anni.
Protagonista dell’esperienza è stato il supercomputer Leonardo, il decimo calcolatore più potente al mondo, ospitato presso il Tecnopolo di Bologna.
Gli studenti hanno avuto l’opportunità straordinaria di eseguire il codice sviluppato durante la competizione direttamente sui nodi messi a disposizione dal sistema, confrontandosi così con un’infrastruttura di livello internazionale.
La giornata si è aperta con una sessione formativa di circa due ore dedicata ai fondamenti di Linux e alle basi del calcolo parallelo. Ai partecipanti erano richieste conoscenze di base di C++ e dei principali comandi Linux.
Al termine della formazione le squadre hanno dato il via alla competizione, cimentandosi nella risoluzione di due problemi che richiedevano la programmazione parallela.
La commissione giudicatrice ha valutato le prove considerando sia la qualità e la completezza delle soluzioni presentate, sia la velocità di elaborazione, elemento cruciale nell’ambito dell’HPC.
La competizione rappresenta un’importante occasione formativa: da un lato offre strumenti concreti per comprendere i principi del calcolo parallelo, dall’altro dimostra come tecnologie apparentemente complesse e “lontane” possano essere accessibili anche agli studenti, se accompagnati da un percorso adeguato.
Il terzo posto conquistato testimonia l’impegno, la preparazione e la capacità dei nostri ragazzi di mettersi alla prova in un ambito altamente innovativo e strategico per il futuro.
Un traguardo che rende orgogliosa tutta la comunità scolastica e che conferma il valore della formazione nelle competenze digitali avanzate.
Complimenti alla nostra squadra e al docente Leonardo de Gennaro che ha seguito e coordinato il gruppo di studenti.
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"Si è tenuta presso la Sala di rappresentanza di Credem la XIII Sessione Locale del Model European Parliament centese. La seduta plenaria è stata il frutto dell’intenso lavoro degli studenti e delle studentesse dell’ISIT “Bassi-Burgatti” e del Liceo “Giuseppe Cevolani” di Cento che, nelle giornate del 9 e 10 febbraio, si sono riuniti mattina e pomeriggio per simulare il funzionamento del Parlamento Europeo. Ragazze e ragazzi hanno avuto l’opportunità di mettersi in gioco, elaborando soluzioni innovative a problematiche di grande attualità che incidono sulla vita quotidiana: dalla crisi abitativa alla tutela della privacy online, dalla lotta contro la violenza sulle donne ai limiti della libertà di espressione, fino al tema del gioco d’azzardo. L’esperienza ha permesso ai partecipanti di confrontarsi in prima persona con i meccanismi delle istituzioni europee, sviluppando capacità di dialogo, mediazione e pensiero critico.
La presenza di importanti figure istituzionali, intervenute sia in presenza sia da remoto, ha contribuito a rendere ancora più concreta e significativa un’iniziativa nata come simulazione. Ad aprire la giornata è stato l’onorevole Giovanni Paglia, Assessore della Regione Emilia-Romagna alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili, che grazie alla sua esperienza su uno dei temi affrontati ha offerto ai giovani europarlamentari spunti di riflessione originali e stimolanti.
Nel pomeriggio è intervenuto il Sindaco di Cento, Edoardo Accorsi. Sono stati inoltre trasmessi i videomessaggi di due membri del Parlamento Europeo, Paolo Borchia e Stefano Bonaccini: la loro partecipazione, seppur a distanza per impegni istituzionali, ha rappresentato un contributo prezioso per tutti i partecipanti.
Si ringraziano inoltre Riccardo Govoni di Credem Banca, per aver messo a disposizione la Sala che ha ospitato la Seduta plenaria; il Comune di Cento, che ha consentito l’utilizzo della Sala del Consiglio presso il Palazzo del Governatore nelle giornate dedicate ai lavori di commissione; le Dirigenti dei due istituti, Stefania Borgatti e Annamaria Barone Freddo; i docenti e i referenti del progetto, che ne rappresentano una parte essenziale.
Un riconoscimento importante va ai delegati e alle delegate delle classi terze che hanno deciso di cimentarsi con impegno in qualcosa di nuovo e di dimostrare così la loro voglia di fare, ai chairs delle classi quarte che si sono assunti la responsabilità di guidarli con dedizione, e allo staff scolastico e universitario che, come ogni anno, ha lavorato dietro le quinte per rendere la Sessione possibile".
L'articolo ci è pervenuto dallo staff scolastico e universitario organizzatore dell'iniziativa che ringrazimanto per l'eccellente lavoro svolto . Ringraziamo le/i docenti che hanno seguito e coordinato il gruppo di studenti e studentesse della nostra scuola.
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Prende il via un’iniziativa innovativa dedicata a tutti gli studenti e studentesse dell’Istituto: il corso “Tecnologie e Professioni del Futuro – Orientamento verso Lauree Tecniche e ITS”, un percorso pomeridiano ideato per scoprire da vicino le tecnologie emergenti e le professioni che le accompagneranno nei prossimi anni. L’obiettivo è duplice: sviluppare competenze operative nei campi della robotica, dell’elettronica e della prototipazione digitale, e guidare i ragazzi nella scelta consapevole di percorsi di alta formazione, come le lauree STEM e gli Istituti Tecnici Superiori (ITS).
Il corso si distingue per la stretta collaborazione con l’Università di Ferrara – Dipartimento di Ingegneria, che offrirà preziosi contributi didattici attraverso la partecipazione di docenti e ricercatori.
Dal 27 gennaio al 21 aprile 2026, i giovani partecipanti saranno coinvolti in dieci moduli laboratoriali, spaziando dalla programmazione Arduino alla gestione dell’energia, dalla stampa 3D e progettazione meccanica fino all’intelligenza artificiale applicata alla robotica.
Ogni modulo proporrà momenti di orientamento universitario e attività pratiche, fino al traguardo finale della Robot Sumo Challenge, la competizione interna in cui ogni studente metterà alla prova il proprio robot, frutto di settimane di progettazione, test e lavoro di squadra.
Tra le tappe più attese vi sono i laboratori su: design thinking e visione del futuro, per stimolare la creatività e l’innovazione; Arduino e logica computazionale, dove gli studenti impareranno le basi della programmazione; sensori, meccanica e power management, con esperti del settore e dimostrazioni dal vivo; prototipazione rapida e materiali innovativi, curati da professionisti della stampa 3D.
“Vogliamo che i nostri studenti – spiegano i docenti organizzatori – comprendano che la tecnologia non è solo un insieme di strumenti, ma un linguaggio comune alle professioni del futuro. Questo corso è un ponte tra scuola, università e mondo produttivo.”
Con questo progetto, l’ISIT “Bassi Burgatti” conferma la propria vocazione all’innovazione e all’orientamento, offrendo un’occasione concreta di crescita ai ragazzi che desiderano diventare protagonisti della trasformazione tecnologica e sostenibile in atto.
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Tra le iniziative volte a commemorare la Giornata della Memoria promosse dal nostro istituto, si è svolta su due giornate, la conferenza “Memoria dei campi di sterminio: il monito per le nuove generazioni", tenuta da Fabrizio Tosi, vicepresidente Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti. Il relatore ha tenuto una lezione-dialogo molto toccante nei contenuti, fornendo testimonianze dirette dei trattamenti ricevuti dai prigionieri e delle loro mansioni, in quanto figlio di un ex deportato militare, e indirette, attraverso narrazioni di protagonisti deportati della nostra zona. Nello specifico ha illustrato l’organizzazione del campo di Mauthausen, in Austria, deputato alla detenzione dei prigionieri politici, quindi anche degli Internati Militari Italiani (IMI), basandosi anche su stralci di racconti vissuti da un protagonista, tratti dal libro pubblicato dal centese Enea Fergnani “Un uomo e tre numeri”. La platea degli uditori, costituita in totale da circa 300 studenti e studentesse, di classe quarta e quinta, distribuiti su due turni, ha potuto assistere a questa “speciale” lezione di storia, condotta dall’appassionato relatore e improntata al realismo senza retorica, con un impatto emozionale che ha lasciato il segno sui presenti. È stato anche proiettato un breve video animato per le scuole, molto significativo, recentemente realizzato da Aned e pubblicato dal Corriere della Sera, con una testimonianza di un deportato politico francese, Jean Lafitte, sull’attività di lavori forzati nella cava presso il campo di Mauthausen, di cui forniamo il link: https://youtu.be/RfC_2vddJjQ
Ringraziamo Fabrizio Tosi, l’Associazione ANED, i docenti che hanno aderito a questa iniziativa.
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È questo il titolo di un progetto promosso dall’Università di Bologna, a cura di un gruppo di docenti del Dipartimento LILEC (Lingue, Letterature e Culture Moderne), rivolto ad alcune classi della nostra scuola. Il percorso didattico propone una riflessione su due figure emblematiche del Novecento: Anne Frank e Sadako Sasaki, divenute simboli universali delle conseguenze della guerra sulle vite dei più giovani. Pur appartenendo a contesti culturali molto differenti, entrambe vissero un’esistenza ricca di potenzialità, tragicamente interrotta dai conflitti bellici.
Anne Frank nacque in Germania e, all’età di quattro anni, si trasferì con la famiglia ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni naziste. Dal 1942 fu costretta a vivere in clandestinità; in questo periodo la scrittura divenne per lei uno strumento fondamentale di espressione e di riflessione. Nei suoi quaderni raccolse pensieri, racconti e progetti narrativi, lasciando una testimonianza preziosa. Nel 1944 il nascondiglio venne scoperto e Anne, insieme alla sua famiglia, fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove trovò la morte.
Sadako Sasaki sopravvisse all’esplosione della bomba atomica di Hiroshima, ma anni dopo si ammalò di una grave forma di leucemia, conseguenza delle radiazioni. Durante la malattia venne a conoscenza della leggenda giapponese delle “mille gru di carta”, simbolo di speranza e di pace. Sadako iniziò a piegare una gru dopo l’altra, affidando a quel gesto il desiderio di guarigione; morì nel 1955, dopo averne realizzate 644.
Il progetto offre agli studenti e ai docenti un’occasione significativa di riflessione sul tema della guerra, intesa non solo come evento storico, ma anche come metafora dei conflitti interiori e relazionali che emergono nel confronto con l’altro e con la diversità. L’obiettivo è favorire lo sviluppo della consapevolezza di sé, dell’empatia e del dialogo interculturale. In questa prospettiva, le figure di Anne Frank e Sadako Sasaki diventano strumenti educativi per la promozione di una pedagogia della pace.
Il percorso prevede cinque incontri con docenti universitari. Si apre con la prof.ssa De Pieri, docente di cultura giapponese, e prosegue con il prof. Marco Prandoni, docente di lingua e letteratura olandese. In occasione della Giornata della Memoria, le classi assisteranno alla visione del film d’animazione Anna Frank e il diario segreto di Ari Folman. Seguirà l’intervento del prof. Lorenzo Nespoli, docente di lingua giapponese dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il progetto si concluderà in presenza con la prof.ssa Yasuko Musae, docente dell’Università di Hiroshima ed esperta internazionale di pedagogia della pace, in visita all’Università di Bologna nell’aprile 2026.
Un rigraziamento all'Univeristà di Bologna e ai docenti promotori di questo interessante progetto.
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