Istituto di Istruzione Superiore

Ugo Bassi - Pietro Burgatti

Si è aperta  lo scorso 20 novembre 2020 , l’Assemblea plenaria della Sessione Regionale MEP 2020, della rete delle 13 scuole di Emilia-Romagna e Toscana: 85 i delegati partecipanti, affiancati dai 16 chairs e da 10 membri dello staff organizzatore, oltre al coinvolgimento dei molti docenti dei diversi Istituti.                                         Dopo il saluto dei Presidenti, Luca Ugoni, Matilde Inzoli Govoni, Veronica Grisendi e Lorenzo Calandra, che si avvicenderanno nella conduzione dell’Assemblea anche nel giorno successivo, e a cui si deve un impegnativo ed instancabile lavoro di organizzazione della Sessione, ha parlato la Dott.ssa Alda Barbi, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “Manfredo Fanti” di Carpi.  Nonostante la complessità della situazione, da lei definita “speciale”, la Dott.ssa Barbi ha evidenziato come i giovani del MEP abbiano continuato a credere nel progetto e, con la loro appassionata capacità di reagire, abbiano creato una modalità nuova affinchè le idee potessero circolare ugualmente e i delegati, pur privati di una relazione in presenza, si sentissero comunque vicini gli uni agli altri.   Anche il Dott. Vittorio Cama, Presidente di Mep Italia, ha voluto esprimere il suo iniziale sconcerto quando, a febbraio 2020, con l’avvento della pandemia, la realtà era improvvisamente cambiata e tutto il lavoro compiuto sembrava vanificato, come sospeso in una dimensione atemporale; e il MEP, che fa della relazione e del confronto in presenza il cardine del suo successo, ha dovuto reinventarsi, attraverso un duro impegno. Ha inoltre sottolineato come il pensiero critico abbia modo di svilupparsi, attraverso questa attività, che si focalizza su tematiche importanti le quali, durante la pandemia, si sono fatte drammaticamente più urgenti.   Dopo l’ascolto dell’inno europeo, eseguito dall’orchestra d’archi e tastiere “Pla Young” di Mirandola, ha avuto inizio il dibattito delle diverse Risoluzioni, che si è protratto anche nella mattinata di sabato. Problemi relativi all’ambiente e alle energie rinnovabili, ai diritti umani, al commercio internazionale in periodo di protezionismo, all’immigrazione e all’integrazione, all’uguaglianza di genere e molti altri sono stati dibattuti, con particolare attenzione all’uso del registro linguistico, che spaziava dall’ambito giuridico, a quello scientifico, a quello socio-economico. I docenti hanno potuto pertanto riscontrare come, nei quattro giorni precedenti, durante i lavori di Commissione, i delegati avessero veramente studiato in modo approfondito e si fossero appropriati del ruolo che li richiedeva “giovani parlamentari europei”.                                                            Al termine dell’assemblea plenaria, dopo i saluti di rito, la coordinatrice dei progetti Matilde Inzoli Govoni ha voluto riportare la sua esperienza, fatta in Estonia, in occasione di una Sessione Internazionale MEP. E ad un chair austriaco, che le aveva chiesto che cosa fosse per lei il MEP, Matilde aveva risposto. “Meeting european people”. 

Il MEP è quindi un luogo di incontro di culture, persone e tradizioni diverse, dove si condivide la stessa consapevolezza di essere europei. E mentre, in molte altre parti del mondo i diritti di giovani come loro sono oltraggiati e conculcati, questi delegati sanno di avere, come europei, una possibilità unica: il privilegio di poter esprimere liberamente le loro idee in una casa comune, dove i principi democratici sono tutelati.    

Ringrazioamo la prof.sa  Patrizia Paini per questo contributo.