Istituto di Istruzione Superiore

Ugo Bassi - Pietro Burgatti

L’ora fatidica è scoccata! Ore 11 del 11/12/2019.  Questo era il termine del Concorso internazionale “conoscere la borsa 2019” che ha visto partecipare in Italia 705 squadre di numerosi istituti. La nostra scuola ha messo in gioco 13 squadre appartenenti per lo più all’indirizzo economico e, da quest’anno, una squadra del Liceo (4T). La battaglia è stata durissima e ogni giorno da giovedì 31 ottobre i concorrenti si sono contrapposti con il loro trading online fondato di volta in volta  su strategie  rialziste o ribassiste. Ha vinto la squadra The Wolf of STONKS di 3C con un valore del deposito di € 49.819,25.

La nostra scuola partecipa al concorso Premio Estense Scuola bandito da Confindustria Area Centro. Il concorso propone agli studenti di realizzare una “rilettura originale” prendendo spunto dall’ultima opera vincitrice del Premio letterario cittadino, assegnato per questa edizione alla giornalista Francesca Mannocchi autrice del libro “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”

Francesca Mannocchi, giornalista e documentarista da molti anni si occupa di migrazioni e di giornalismo d’inchiesta nelle zone di conflitto. Protagonista del racconto è Khaled, un trafficante di persone che organizza le traversate del Mediterraneo, smista donne, uomini e bambini dai confini del Sud fino ai centri di detenzione: le carceri legali e quelle illegali, in cui i trafficanti rinchiudono i migranti in attesa delle partenze, e li torturano, stuprano, ricattando le loro famiglie.

Un punto di vista diverso che affronta il tema dell’immigrazione attraverso le parole di uno dei tanti trafficanti di esseri umani per “restituire a chi leggerà lo stupore di fronte a cui mi sono trovata io in questi anni quando incontravo un migrante che mi diceva di essere grato al Khaled di turno perché lo metteva su un gommone. E gli dava cosí la possibilità di raggiungere una vita diversa. Il mio scopo era raccontare la zona di grigio che c’è fra il nero e il bianco: dove non tutto è semplice o lineare. E i cattivi magari prima sono stati buoni» (Francesca Mannocchi su «la Repubblica»).

Una delegazione delle classi 1N, 2N, 1K indirizzo tecnologico hanno ascoltato e partecipato con interesse sollecitati dall’autrice attraverso filmati e racconti.

Un’occasione importante per stimolare il pensiero critico e affrontare il tema dell’immigrazione e dei flussi migratori nel modo più articolato possibile senza cadere in banalizzazioni.

Il nostro istituto da diversi anni ha attivato un percorso educativo sul tema della prevenzione alla violenza sulle donne in collaborazione con il Comune di Cento e il supporto del Centro Donne Giustizia e il CAM di Ferrara. Il progetto “NarrAzioni: il linguaggio come strumento contro le discriminazioni e la violenza di genere” ha come focus favorire il rispetto per una cultura plurale delle diversità e della non discriminazione, promuovere il tema della parità uomo-donna e le pari opportunità. Ogni anno alcune classi del triennio partecipano a laboratori riflessivi per confrontarsi sul come riconoscere i meccanismi di negazione del problema sociale della violenza maschile contro le donne, i pregiudizi e i modelli stereotipati su cui si basa una società fortemente discriminante.

Il progetto vuole dare spazio al lavoro di prevenzione sugli aspetti culturali della violenza, operando nel percorso di sviluppo educativo, attraverso l’analisi delle relazioni basate sulla differenza di genere.

L’intento della scuola è di favorire la consapevolezza sociale, l’educazione pubblica e programmi che promuovano i concetti di parità, cooperazione, reciproco rispetto e condivisione tra uomini e donne.

In occasione del trentennale della Convenzione ONU dei Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza, la nostra scuola ha partecipato ad una conferenza proposta dal Comune di Cento e Libera dal titolo “L'infanzia rubata: il diritto degli adolescenti di vivere liberi dalle mafie” . Sono intervenuti Stefania Pellegrini, Docente Alma Mater Studiorum Università di Bologna, e Federico Lacche, Direttore Libera Radio. Ad ascoltare gli interventi i ragazzi della 1 e 2 N e una delegazione della 1K indirizzo tecnologico, accompagnati dalla prof.sa Mascia Iaconis

La docente ha raccontato che “I minori di mafia sono vittime di indottrinamento malavitoso, sono coinvolti negli affari illeciti del sodalizio criminale, sono minori che iniziano a commettere una serie di reati spia, esprimono tratti di pericolosità sociale, irregolarità nella condotta e nello stile di vita per frequentazioni, reiterata assenza scolastica, assumono atteggiamenti violenti, commettono reati sintomatici di una progressione criminosa. Si tratta di sono minori in situazioni di rischio connesso alle sanguinose faide tra ‘ndrine. Ancora, sono minori inseriti in contesti familiari in cui uno dei genitori, solitamente la madre, ha avviato un percorso di dissociazione dagli schemi malavitosi ndranghetisti o di collaborazione con l’A.G. ordinari”

Lo stesso Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale dei minoridi Reggio Calabria, in un report di Libera, ribadisce che “In alcune realtà, come quella calabrese o siciliana, i contesti criminali presentano una forte connotazione familiare” sottolinea Roberto Di Bella - minori di Reggio Calabria, “ la famiglia trasmette e tramanda la cultura di mafia / ndranghetistica da padre in figlio”. «La ndrangheta si eredita e le famiglie si assicurano il potere sul territorio grazie alla continuità generazionale. La ndrangheta ha bisogno di uomini. Se li garantisce allevandoli fin da quando sono bambini»

Nel pomeriggio, una rappresentanza dei ragazzi , si è ritrovata per ascoltare l'esperienza di Ciro Corona, un ragazzo di Scampia che da un palazzo confiscato alla Camorra, ha fatto nascere una grande risorsa sociale, l'Officina delle culture Beniamina Gigli, vittima innocente della camorra. Un centro che come obiettivo ha quello di togliere i ragazzi dalla strada, mandarli a scuola, proporgli attività adatte alla loro età.

Ciro ha voluto raccontare un'altra Scampia quella del riscatto, ha precisato con rammarico come la cinematografia porti avanti un'idea sbagliata, anacronistica non mettendo in evidenza come la gente si sia ripresa il quartiere. Pur rimanendo i problemi, sono diminuiti e adesso la gente vuole combattere l'illegalità.

Una lezione di legalità e consapevolezza per i nostri studenti! “Un gruppo motivato che si è distinto nel fare domande efficaci, dirette sul tema già affrontato in classe nei due incontri col giornalista radiofonico” sottolinea la docente..

La Dirigente Scolastica ha consegnato a sette studenti, gli attestati di partecipazione alla XXVI Sessione Nazionale del Model European Parliament, tenutasi a Napoli dal 21 al 26 ottobre 2019. A questi ragazzi e ragazze è stato riconosciuto il merito di essersi qualificati alla sessione Mep nazionale.

Il progetto in questa penultima fase, ha messo a confronto i ragazzi di tutta Italia su temi di attualità e rilevanza per l'Unione Europea. I delegati devono assumere il ruolo di veri e propri parlamentari europei. Si dividono in varie commissioni che, dopo una serie di giornate di lavoro, confluiscono in una grande Assemblea, corrispondente alla seduta plenaria del Parlamento Europeo.

Le modalità di discussione e le procedure seguite rispecchiano le norme regolamentari in vigore presso l’Assemblea di Strasburgo.

Un progetto di cittadinanza europea molto partecipato che, nella nuova sessione locale 2019/20, coinvolge 150 studenti del nostro istituto e del liceo Cevolani .

Prossima appuntamento per la plenaria Mep sessione locale, il 18 febbraio 2020 a Cento presso la Sala di Rappresentanza della Cassa di Risparmio.

Responsabile del progetto la prof,sa Giovanna Valentini in team con le prof.se Gabriella Podobnich e Francesca Casotti.