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Dipartimento di matematica | |
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MATEMATICA E LABORATORIO BIENNIO ITCFINALITÀ DELL'INSEGNAMENTOL'insegnamento di matematica (con informatica) promuove:
La Matematica, parte rilevante del pensiero umano ed elemento motore dello stesso pensiero filosofico, ha in ogni tempo operato su due fronti: da una parte si è rivolta a risolvere problemi ed a rispondere ai grandi interrogativi che man mano l'uomo si poneva sul significato della realtà che lo circonda; dall'altra sviluppandosi autonomamente, ha posto affascinanti interrogativi sulla portata, il significato e la consistenza delle sue stesse costruzioni culturali. Oggi queste due attività si sono ancor più accentuate e caratterizzate. La prima per la maggiore capacità di interpretazione e di previsione che la matematica ha acquistato nei riguardi dei fenomeni non solo naturali, ma anche economici e della vita sociale in genere, e che l'ha portata ad accogliere e a valorizzare, accanto ai tradizionali processi deduttivi, anche i processi induttivi. La seconda per lo sviluppo del processo di formalizzazione che ha trovato nella logica e nell'informatica un riscontro significativo. Sono due spinte divergenti, ma che determinano con il loro mutuo influenzarsi il progresso del pensiero matematico. Coerentemente con questo processo, l'insegnamento della matematica
si è sempre orientato e continua ad orientarsi in due distinte
direzioni: da una parte «leggere il libro della natura» e
matematizzare la realtà estema; dall'altra simboleggiare e formalizzare
i propri strumenti Le finalità indicate sopra concorrono, in armonia con l'insegnamento
delle altre discipline, alla promozione culturale ed alla formazione
umana di tutti i giovani. Obiettivi di apprendimentoAlla fine del biennio lo studente dovrà essere in grado di:
ContenutiTema 1. Geometria del piano e dello spazio.1.1 Piano euclideo: figure e loro proprietà; congruenze (isometrie) e loro composizioni; poligono equiscomponibili; teorema di Pitagora. 1.2 Omotetie e similitudini nel piano. Teorema di Talete. 1.3 Piano cartesiano: retta, parabola, iperbole equilatera e circonferenza. 1.4 Coseno e seno degli angoli convessi. Relazione fra lati nei triangoli rettangoli. 1.5 Esempi significativi di trasformazioni geometriche nello spazio. Individuazione di simmetrie in particolare solidi geometrici. Tema 2. Insiemi numerici e calcolo.2.1 Operazioni, ordinamento e loro proprietà negli insiemi dei numeri naturali, interi e razionali. 2.2 Valori approssimati e loro uso nei calcoli elementari. Introduzione intuitiva dei numeri reali. Radicali quadrati ed operazioni elementari su di essi. 2.3 Calcolo letterale: monomi, polinomi, frazioni algebriche. 2.4 Equazioni, disequazioni e sistemi di primo e di secondo grado. Tema 3. Relazioni e funzioni.3.1 Insiemi ed operazioni su di essi. Insiemi finiti: prime nozioni di calcolo combinatorio. 3.2 Leggi di composizione ed individuazione di particolari strutture. Prodotto cartesiano. Relazioni binarie: relazioni d'ordine e di equivalenza. Applicazioni (funzioni). 3.3 Funzioni x ax+b, x ax2+bx+c, x a/x. Grafici e zeri di tali funzioni. Tema 4. Elementi di probabilità e di statistica.4.1 Semplici spazi di probabilità: eventi aleatori, eventi disgiunti e "regola della somma". 4.2 Probabilità condizionata, probabilità composta. Eventi indipendenti e "regola del prodotto". 4.3 Elementi di statistica descrittiva: rilevazione di dati, valori di sintesi, indici di variabilità, regressione e correlazione. Tema 5. Elementi di logica e di informatica.5.1 Logica delle proposizioni: proposizioni elementari e connettivi, valore di verità di una proposizione composta. Interferenza logica principali regole di deduzione. 5.2 Variabili, predicati, quantificatori. 5.3 Analisi, organizzazione e rappresentazione di dati, costruzione strutturata di algoritmi e loro rappresentazione. 5.4 Automi finiti, alfabeti, parole e grammatiche generative. Sintassi e semantica. Prima introduzione ai linguaggi formali. Laboratorio di informatica.Utilizzazione di un linguaggio di programmazione, analisi di problemi e loro soluzione sia mediante linguaggi di programmazione, sia con l'utilizzo di un opportuno "ambiente informatico". Commento ai temi
Tema 1. Geometria del piano e dello spazio.Lo studio della geometria nel biennio ha come finalità preminente quella di condurre progressivamente lo studente dalla intuizione e scoperta di proprietà geometriche alla loro descrizione razionale, e rappresenta come tale una guida privilegiata alla consapevolezza argomentativa. A ciò il docente potrà pervenire adottando un metodo che facendo leva sulle conoscenze intuitive apprese dallo studente nella scuola media, proceda allo sviluppo razionale di limitate catene di deduzione. E' tuttavia necessario che ogni ipotesi o ammissione cui si farà ricorso sia chiaramente riconosciuta e formulata in modo esplicito, quali che siano le ragioni che inducono ad assumerla tra i punti di partenza del ragionamento. Al docente compete poi l'impegno di avviare la fase euristica su processi
di assiomatizzazione partendo da semplici situazioni assunte nei vari
campi. Ciò nella prospettiva di familiarizzare gli studenti
col metodo ipotetico-deduttivo e pervenire negli eventuali studi successivi
alla costruzione di un sistema di assiomi per la geometria elementare.
A tal fine è bene programmare, in un quadro di riferimento organico,
una scelta delle proprietà (teoremi) delle figure piane da dimostrare,
utilizzando la geometria delle trasformazioni oppure seguendo un percorso Il coseno e il seno di un angolo sono introdotti, limitatamente agli angoli convessi, in relazione allo studio delle proprietà dei triangoli e per le necessità proprie delle altre scienze; lo studio delle funzioni circolari è rinviato al periodo successivo. Gli elementi di geometria dello spazio hanno lo scopo di alimentare e sviluppare l'intuizione spaziale. È in facoltà del docente presentare prima la geometria piana e poi quella dello spazio, oppure fondere in relazione agli argomenti comuni le due esposizioni. Tema 2. Insiemi numerici e calcolo.I numeri naturali, interi, razionali, già noti agli studenti, saranno ripresi in forma più sistematica; si perverrà ai vari ampliamenti a partire da effettive necessità operative, mettendo in luce la permanenza delle proprietà formali e della relazione d'ordine. L'esposizione può anche essere arricchita con l'illustrazione dell'evoluzione storica dei concetti di numerazione e di numero. Il numero reale sarà introdotto in via intuitiva, come processo costruttivo che può nascere sia da esigenze di calcolo numerico, sia da un confronto fra grandezze omogenee. È importante premettere esempi di calcolo approssimato, in cui sarà posto l'accento sulla significatività delle cifre, anche al fine di far valere come il risultato del calcolo possa essere illusorio in assenza di una corretta valutazione dell'errore. Il docente deve programmare lo sviluppo da dare al calcolo letterale per abituare l'allievo alla corretta manipolazione di formule, sempre sostenuta dalla comprensione delle procedure da seguire. Si sottolinea, a questo proposito, l'inopportunità del ricorso ad espressioni inutilmente complesse, tenendo presente che la sicurezza del calcolo si acquisisce gradualmente nell'arco del biennio. È invece opportuno fare osservare che un'espressione algebrica è interpretabile in modo naturale come uno schema di calcolo che può essere illustrato da un grafo; si potrà anche collegare il calcolo letterale ai linguaggi formali introdotti negli elementi di informatica. Lo studio delle equazioni, delle disequazioni e dei sistemi sarà connesso alla loro rappresentazione sul piano cartesiano, con relative applicazioni a problemi di varia natura; nella risoluzione il docente si limiterà a considerare le soluzioni nell'insieme dei numeri reali. Nel presentare argomenti tradizionali di algebra è opportuno evitare di dare carattere di teoria ad argomenti che si riducono a semplici artifizi e di fornire classificazioni e regole distinte in situazioni in cui valgono gli stessi principi generali. Tema 3. Relazioni e funzioni.Il docente, dopo aver riorganizzato le conoscenze sugli insiemi che gli allievi hanno già acquisito nella scuola media, deve aver cura di stabilire opportuni collegamenti tra le nozioni logiche e quelle insiemistiche: connettivi logici ed operazioni tra insiemi, predicato con un solo argomento e sottoinsiemi dell'insieme universo, predicati binari e relazioni, ecc. Lo studio del calcolo combinatorio sarà limitato alle disposizioni, permutazioni, combinazioni e loro proprietà principali; il docente ne approfitterà per abituare, tra l'altro, l'allievo a dimostrazioni di tipo algebrico. Dall'esame delle relazioni d'ordine, delle proprietà formali negli insiemi numerici, delle composizioni di isometrie e dell'esame di altri esempi, il docente può arrivare, attraverso il riscontro di analogie strutturali, ai concetti di gruppo, anello, campo, e di struttura d'ordine, senza tuttavia dare alla trattazione una sistemazione teorica, che viene rinviata ai successivi studi. Alla nozione di relazione di equivalenza va associata quella di insieme
quoziente, con varie esemplificazioni (direzione di rette, classi di
resti, ecc.). Tema 4. Elementi di probabilità e statisticaLo studio delle probabilità, da un lato sviluppa un corretto
approccio all'analisi di situazioni in condizioni di incertezza, dando
strumenti per trattare razionalmente le proprie informazioni e assumere
decisioni coerenti e, dall'altro, fornisce nuovi ambiti in cui è possibile
svolgere interessanti esempi di matematizzazione. Tema 5. Elementi di logica e di informaticaGli elementi di logica non devono essere visti come una premessa metodologica
all'attività dimostrativa ma come una riflessione che si sviluppa
man mano che matura l'esperienza matematica dello studente. Fin dall'inizio
bisogna abituare lo studente all'uso appropriato del Le riflessioni linguistiche e logiche acquistano una caratteristica operativa nello sviluppo della pane di programma relativa all'informatica e ai linguaggi di programmazione. Ciò consente, tra l'altro, di cogliere le differenze tra il piano linguistico e il piano metalinguistico, tra il livello sintattico e il livello semantico, particolarmente evidenziate dalla pratica al calcolatore. va dato altresì opportuno risalto alle analogie e alle differenze che intercorrono tra il linguaggio naturale e i linguaggi artificiali, tra il ragionamento comune e il ragionamento formalizzato. L'introduzione di elementi di informatica avvia lo studente alla costruzione
di modelli formali di classi di problemi che conducono all'individuazione
di una corretta ed efficiente strategia risolutiva. Per questo è determinante
abituarlo, partendo dal concetto di informazione, a individuare dati
e relazioni tra di essi e a descrivere i processi di elaborazione che
consentono di pervenire alla soluzione con mezzi automatici. La riflessione sulla formalizzazione di un processo favorisce l'acquisizione dei concetti di automa e con ciò la possibilità di riconoscere l'aspetto logico-funzionale di alcune realtà (i linguaggi formali, l'elaboratore, altri sistemi automatici). I contenuti proposti trovano il loro naturale sviluppo nell'integrazione con l'attività di laboratorio. LABORATORIO DI INFORMATICAL'attività di laboratorio, distribuita lungo tutto l'arco del biennio, integra gli elementi di contenuto dei vari temi e costituisce essa stessa un momento di riflessione teorica. Essa consiste in: 1. analisi di problemi e loro soluzione informatica attraverso sia
la costruzione di un programma e il controllo della sua esecuzione,
sia
l'utilizzazione di programmi già disponibili e di software di
utilità, in quest'ultimo caso l'utilizzazione di tali «ambienti» abitua
lo studente ad operare consapevolmente all'interno di sistemi dotati
di regole formali e con limiti operativi; INDICAZIONI DIDATTICHENon ci si può illudere di poter partire dalla disciplina già confezionata, cioè da teorie e da concetti già elaborati e scritti, senza prendersi cura dei processi costruttivi che li riguardano. É invece importante partire da situazioni didattiche che favoriscano l'insorgere di problemi matematizzabili, la pratica di procedimenti euristici per risolverli, la genesi dei concetti e delle teorie, l'approccio a sistemi assiomatici e formali. Le fonti naturali di queste situazioni sono il mondo reale, la stessa matematica e tutte le altre scienze. Ciò lascia intravedere possibili momenti di pratica interdisciplinare, prima nella scoperta e nella caratterizzazione delle diverse discipline in base al loro oggetto e al loro metodo, poi nel loro uso convergente nel momento conoscitivo. Dei processi di matematizzazione esistono modelli storici esemplari in grado di illustrare anche le intrinseche difficoltà: si pensi alla matematizzazione pre-euclidea in ambito geometrico e al suo difficile rigoroso approdo euclideo-hilbertiano, al sistema formale dell'aritmetica, delle teorie riguardanti i numeri reali, alla logica, alla probabilità ecc. In tal senso proprio la riflessione sul ruolo dei modelli e del linguaggio matematico in fisica e nei sistemi complessi della biologia e della sociologia fa cogliere la portata di questo riferimento anche per la didattica della matematica. Il problema didattico centrale che si pone al docente nell'attuazione
dei programmi risiede nella scelta di situazioni particolarmente idonee
a far insorgere in modo naturale congetture, ipotesi, problemi. Per
una pratica didattica così finalizzata, offrono prioritaria
ispirazione i risultati delle ricerche in campo storico-epistemologico,
in quello psico-pedagogico, nonché in quello metodologico-didattico. Il programma si articola in cinque grandi temi a cui si aggiunge il laboratorio di informatica, con valore operativo in senso trasversale rispetto ai temi. Non è prevista una scansione annuale dei contenuti. [ordine con cui sono proposti i cinque temi non è da interpretare come ordine di svolgimento. Si suggerisce che il docente li sviluppi in modo integrato, partendo da situazioni o contesti che ne mettano in luce le reciproche relazioni e connessioni, nel rispetto dell'identità caratteristica degli argomenti. Ferma restando per tutti l'acquisizione dei contenuti indicati, è necessario che il docente produca esemplificazioni, situazioni e applicazioni tendenzialmente orientate secondo le esigenze e gli interessi preminenti dei vari indirizzi di studio. I linguaggi di programmazione, gli algoritmi risolutivi dei problemi
e l'aspetto operativo offerto dai calcolatori si possono utilizzare
come occasioni per valorizzare nuovi accessi all'astrazione, modalità più dirette
e distinte di familiarizzazione con i linguaggi formali. A tal fine l'insegnante deve avvalersi di verifiche scritte e orali. Le verifiche scritte possono essere articolate sia sotto forma di problemi ed esercizi di tipo tradizionale, sia sotto forma di test: possono anche consistere in brevi relazioni su argomenti specifici proposti dal docente o nella stesura (individuale o a piccoli gruppi) di semplici programmi costruiti nell'ambito del laboratorio di informatica. Le interrogazioni orali sono utili soprattutto per valutare le capacità di ragionamento e i progressi raggiunti nella chiarezza e nella proprietà di espressione. Nel corso delle verifiche scritte è giustificato l'uso degli stessi sussidi didattici utilizzati nell'attività di insegnamento-apprendimento (calcolatrici tascabili, strumenti da disegno e, se ritenuto opportuno, manuali e testi scolastici).
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