Tesina d'esame di Daniela Tartarini

Anno scolastico 2003/2004

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L'ARMONIZZAZIONE DELLE IMPOSTE SUL VALORE AGGIUNTO

Nel 1967, mentre gradualmente venivano attuate l'abolizione dei dazi doganali e la liberalizzazione degli scambi, due direttive comunitarie imposero agli Stati membri di adottare un sistema uniforme di imposizione sul valore aggiunto.

Ma ciò non bastava a soddisfare l'esigenza di armonizzazione, perché le imposte sul valore aggiunto istituite nei vari Stati presentavano struttura e regime applicativo differenti, in relazione alle esigenze amministrative ed economiche proprie di ciascun sistema.

Il processo di uniformazione è perciò continuato, con la gradualità che contraddistingue tutto il processo di integrazione europea, e non è ancora concluso.

Particolare attenzione è stata rivolta all'uniformazione delle aliquote.

Altro problema è quello del coordinamento del potere impositivo da parte dei diversi Stati.

Finora l'imposta sul valore aggiunto è stata applicata con il sistema della tassazione nel paese di destinazione, ma questo sistema verrà abbandonato e dovrà invece essere introdotto quello della tassazione nel paese di origine.

La cessione di beni intracomunitaria è un'operazione non imponibile, anche se non viene più considerata come un'esportazione. L'impresa cedente è esonerata dall'imposta, ma deve fatturare l'operazione, indicando che essa ha carattere intracomunitario, e registrare la fattura entro quindici giorni dall'emissione.

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