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Analisi delle serie storiche

SERIE STORICHE
Per serie storica ci riferiamo ad una tabella a due variabili statistiche, una delle quali fa riferimento al tempo e l’altra è una variabile a piacere.

 

GRAFICI DELLE SERIE STORICHE
Nell’esame di una serie storica si deve, come prima cosa, tracciare il grafico delle osservazioni rilevate rispetto al tempo.
Si usano grafici sul piano cartesiano in scala naturale o in scala semilogaritmica

 

I MOVIMENTI DELLE SERIE STORICHE
Analizzando le serie storiche distinguiamo i seguenti movimenti :

  1. Movimento tendenziale o trend (detto anche movimento profondo o di lungo periodo) che si manifesta, pur fra oscillazioni più o meno regolari, con un andamento crescente, o decrescente o costante
  2. Movimento ciclico, che imprime al fenomeno delle oscillazioni periodiche o non periodiche intorno alla curva del trend, dovute ai cosiddetti “cicli economici”, che, in genere, hanno durata pluriennale e sono costituiti da quattro fase :
    - prosperità : aumento maggiore dell’aumento dell’anno precedente
    - recessione : aumento minore dell’aumento dell’anno precedente
    - crisi : aumento negativo maggiore dell’anno precedente
    - ripresa : aumento negativo minore dell’anno precedente
    Tali movimenti sono anche detti, per il loro significato economico, movimenti congiunturali
  3. Movimento stagionale (a breve termine) che provoca variazioni che si manifestano negli stessi mesi in anni successivi.
    Per evidenziare tale movimento occorre che i dati della serie storica siano stati rilevati per frazioni di anno, come bimestri, trimestri.
    Si parla anche di movimento settimanale e le variazioni avvengono di settimana in settimana.
  4. Movimento causale o accidentale, che provoca delle piccole oscillazioni dovute ad eventi causali, come scioperi, elezioni, ecc….
  5. Più raramente può presentarsi un movimento occasionale, talvolta molto intenso, dovuto a eventi bellici, importanti innovazioni tecnologiche, crisi politiche, ecc…
    Se tale movimento si smorza rapidamente e non produce variazioni al trend, si esclude quel dato statistico o lo si sostituisce con un dato fittizio ottenuto mediante interpolazione.
    Se invece il trend rimane molto modificato, si consiglia di spezzare la serie in due parti e di analizzare separatamente le due parti, che vengono dette periodi osservazionali

 

IL MOVIMENTO TENDENZIALE O TREND
Per determinare il trend esistono vari metodi, fra i quali i più utilizzati sono :
• il metodo dei minimi quadrati
• il metodo delle medie mobili

 

IL MOVIMENTO STAGIONALE
Vi sono diversi metodi per valutare un indice di stagionalità e fra essi ne indichiamo due :
• il metodo della serie ideale di 12 mesi
• il metodo della media mobile di 12 mesi

 

IL MOVIMENTO CICLICO E IL MOVIMENTO ACCIDENTALE
Data una serie storica si procede ad una prima perequazione per la ricerca del trend e il quoziente fra il dato grezzo e il dato perequato elimina il trend. Avremo così una serie storica detrendizzata.

Successivamente si calcolano gli indici di stagionalità e facendo i quozienti fra i dati detrendizzati e gli indici di stagionalità si ottiene una serie destagionalizzata che comprende il movimento ciclico e il movimento accidentale, detti, nel complesso, il movimento ciclico lordo del quale conviene fare il grafico. La presenza del movimento ciclico lordo è evidenziato nel grafico dalle oscillazioni periodiche o non periodiche che si susseguono a intervalli pluriennali.
Dopo aver eliminato mediante una perequazione per medie mobili il movimento accidentale, si ha un grafico più chiaro del movimento ciclico netto. Il grafico mostra le fasi del movimento congiunturale e si prendono soprattutto in considerane i valori minimi che corrispondono ai punti di risi; inoltre la distanza temporale fra due minimi successivi permette di valutare il periodo del ciclo, se esiste.

 

 

Metodo dei minimi quadrati
Il metodo dei minimi quadrati permette di determinare una funzione analitica che esprime l’andamento di fondo del fenomeno.
Si opera in primo luogo una perequazione grafica e si sceglie la funzione che si ritiene più adatta, successivamente si determinano i parametri con il metodo dei minimi quadrati e con gli indici di scostamento si controlla quanto la funzione trovata si accosta ai dati rilevati

Le funzioni più frequentemente usate per perequare una serie storica sono :
- la funzione lineare y = a + bt
- la funzione esponenziale y = a • bt
- funzione quadratica y = a + bt + ct2
- funzione potenza y = a • tb

 

Perequazione con medie mobili
Il metodo della perequazione con medie mobili consiste nel sostituire ai dati grezzi, i valori ottenuti con medie semplici, o ponderate di 3,5,7,….termini ottenendo, in questo modo, serie con valori più livellati. Il numero non è fisso, ma viene scelto esaminando la serie in modo da eliminare, o almeno ridurre, le oscillazioni dovute ai movimenti ciclici, stagionali e casuali.
Questo metodo presente degli svantaggi rispetto a quello dei minimi quadrati in quanto si perdono alcuni dati iniziali e finali ; inoltre, pur rendendo più regolari i valori, si possono introdurre delle distorsioni, poiché se l’andamento dei valori rilevati segue una linea con la concavità verso l’altro, i valori perequati sono superiori ai valori reali, viceversa, se l’andamento dei valori rilevati segue una linea con la concavità verso il basso, i valori perequati sono inferiori ai valori reali ; solo se l’andamento tendenziale è lineare la perequazione rispecchia l’andamento del fenomeno.

Un tipo particolare di perequazione con medie mobili, utilizzata in caso di serie con dati mensili per eliminare la stagionalità, viene detto perequazione con medie mobili centrata di 12 mesi.

Per effettuare tale perequazione con un numero pari di termini occorre procedere nel seguente modo :

  1. si calcolano le medie mobili di 12 mesi, che non possono essere assegnate a nessun valore grezzo, ma cadono fra il sesto ed il settimo termine dio ogni gruppo di 12 termini
  2. si procede ad una seconda perequazione con medie mobili di due termine e così possiamo assegnare i valori perequati ai valori grezzi

 

Il metodo della serie ideale di 12 mesi
Per applicare il metodo si procede così :

  1. si calcola per ogni mese la media mensile, dopo aver trasformato le intensità dei singoli mesi riferendole a 30 giorni (si ottengono così 12 medie mensili)
  2. si calcola la media generale di tutte le medie mensili
  3. l’indice di stagionalità si ottiene facendo il rapporto fra ognuna delle medie mensili con la media generale, eventualmente moltiplicando il rapporto per 100, per darlo come percentuale.

 

Il metodo della media mobile
Per applicare il metodo si procede così :

  1. si esegue una perequazione con medie mobili centrate di 12 mesi e si eliminano, così, i movimenti stagionale e accidentale e si evidenziano il trend e l’eventuale movimento ciclico
  2. si divide ogni dato grezzo per il corrispondente valore perequato (esclusi ovviamente quelli mancanti)
  3. in ogni mese si calcola la media dei rapporti dei vari anni per eliminare il movimento casuale dividendo il valore grezzo per il valore perequato : i valori medi dei rapporti di ogni mese sono gli indici di stagionalità che eventualmente possono essere moltiplicati per 100

L’indice di stagionalità è un numero che varia o da 0 a 12 oppure da 0 a 1200 nel caso lo abbiamo in percentuale.
La somma di tutti gli indici di stagionalità, perciò, dovrebbe essere uguale a 12 o a 1200 ma raramente è così a causa dei vari arrotondamenti.
In questo caso si deve procedere alla correzione che la si opera nel seguente modo :

  1. si calcola il fattore di correzione dividendo la somma degli indici di stagionalità per 12 o per 1200
  2. si calcolano poi gli indici di stagionalità corretti dividendo gli indici di stagionalità per il fattore di correzione calcolato nel punto 1)



 

 

Serie storiche

Grafici di serie storiche

I movimenti delle serie storiche

Il movimento tendenziale o trend

Metodo dei minimi quadrati

Perequazione con medie mobili

Il movimento stagionale

Metodo della serie ideale di 12 mesi

Metodo della media mobile

Il movimento ciclico e il movimento accidentale