"QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE"
"QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE"
INTRODUZIONE
Con i "RACCONTI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE, ovvero "SI GIRA
"(come il titolo della prima edizione del 1915 ritoccato nel 25), la voce
rientra nel campo del protagonista Gubbio, che è in questo caso percettivo piuttosto che
rievocativo. La sua struttura tende a mettere in sintonia la narrazione con
limprevedibilità degli accadimenti che il protagonista, SERAFINO,
"registra" con lo sguardo meccanico della cinepresa, "un grosso ragno nero
sul treppiede", sottolineando però la dimensione nascosta alla macchina. Ela
dimensione delloltre che non sfugge allimpassibilità della manovella
che gira, un oltre che nello sviluppo del racconto svelerà antefatti drammatici dei suoi
personaggi, alle prese con le problematiche esistenziali della persona, problematiche che
strazieranno Serafino, costretto a riprendere pezzi di vita tormentate da dare in pasto
alla cinepresa. La forma di diario degli eventi assume quasi laspetto organizzato
della dimensione cinematografica; con cioè primi piani con lemergere improvviso di
ricordi vissuti.
SCHEDA LIBRO
AUTORE: Luigi Pirandello
TITOLO: "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" (Anno 1925)
TITOLO ORIGINALE: "Si gira"(Uscito a puntate su la Nuova Antalogia; 1 giugno-15 agosto1915)
SCANSIONE INTERNA DELLOPERA: il romanzo è suddiviso in sette "quaderni" a loro volta composti da capitoli
NUMERO PAGINE: sono presenti 220 pagine
EDITORE: Garzanti
LUOGO DI EDIZIONE: Italia
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1°edizione 1993
GENERE: Romanzo
ARGOMENTO DELLOPERA Serafino
impartiva lezioni private a Giorgio Mirelli, convivente assieme alla sorella Ducella nella
casa dei nonni Carlo e Rosa nella campagna sorrentina; luogo di pace e di tranquillità,
inquinato poi dallarrivo della Varia Nestoroff di cui Giorgio si innamorò. Aldo
Nuti, spasimante fidanzato di Ducella, considerava la Varia indegna di questo, e
laveva corteggiata per offrirgliene la prova. Ma davanti alla terribile rivelazione
si era ucciso. Serafino, trovandosi a Roma, viene accolto da un amico(Simone Pau) in un
"OSPIZIO DI MENDICITA", nel quale, durante le riprese di unautentica
realtà della civiltà emrginata, viene ingaggiato come operatore dal direttore di scena
Nicola Polacco, suo vecchio amico di banco.
Entrato nellambiente cinematografico incontra proprio lei, la Varia
Nestoroff, portatrice di ricordi amari e di affetti perduti, dello strazio per quella casa
distrutta e dellamore nutrito segretamente per Ducella.
Come operatore, Serafino sta ora girando il film colossal
"LaTigre", assieme al nuovo compagno della Varia Crlo Ferro, incaricato di
sceneggiare luccisione di una tigre appositamente comprata dalla casa
cinematografica. Questo ruolo viene poi ricoperto dal Nuti(uomo dalla personalità ormai
distrutta), tornato per consumare gli ultimi strazi dellesistenza assieme a lei, la
Nestoroff. Ma il Nuti porta altro dolore e scompiglio nella vita di chi gli sta accanto;
la nuova ducella Luisetta è costretta quasi a regalare parte del suo amore al Nuti,
delirante nella speranza di riacquistare la sua vecchia Ducella, temporaneamente
rimpiazzata, illudendo Luisetta di un amore sincero che le verrà ingiustamente ferito, e
che ferirà ancora una volta Gubbio, nuovamente consumato da unamore soffocato.
Durante la messa in scena del film Nuti spara alla Nestoroff lasciandosi
poi sbranare dalla tigre. Vittima ne rimane Serafino, impazzito e soffocato nella voce dal
terrore.
Tempo:
Il periodo storico in cui è ambientato il romanzo corrisponde a quello in
cui viene steso, intorno al primo decennio del Novecento. Sono di fatto questi gli anni in
cui il cinema muto si sviluppa maggiormente soffocando il teatro, gli anni della grande
meccanicità della società. Anni che segnano grandi traguardi della tecnica e della
scienza, che portano un segno di riflessione da parte di Pirandello.
Spazio:
il romanzo è inizialmente ambientato nei borghi della periferia di Roma
dove Gubbio, in cerca di alloggio per una notte, incontra un suo vecchio compagno Simon
Pau che lo accoglie nella locanda dove affitta: "LOSPIZIO di
MENDICITA".
Il racconto si estende anche in questo ospizio, luogo di incontro di un
terribile passato: la Nestoroff, donna russa dedicatasi nel frattempo allattrice nei
film muti. In una piccola analessi il protagonista scorre alcune vicende nella dolce
"Casa dei nonni" sorrentina; qui, lontani dalla meccanicità e dalla crudeltà
del mondo esterno, vivono i nonni Carlo e Rosa di Giorgio Mirelli e Ducella. Lo spazio
ritorna poi a Roma negli studi della Cosmograph, e nelle abitazioni di Serafino Gubbio e
dei personaggi Nuti e Cavalena.
Lo spazio della Roma tetra rappresentata, e il dormitorio appaiono luoghi
alienati, ma poi riprendono una loro autenticità. Lospizio col violino che ha
smesso di suonare rappresenta una ribellione contro la meccanizzazione dellarte
(riferimento al quaderno 1°- 5° capitolo al pianoforte-melodico), che si riscatterà di
fronte alla tigre, emblema della forza della natura inalterata. Ma la tigre è in gabbia e
il dormitorio è unaltra gabbia spregiata, un limbo ai limiti della vita; due
piccole isole in un oceano tempestoso.
Il livello della storia e del discorso:
Il romanzo presenta delle anacronie, cioè delle discordanze fra
lordine degli avvenimenti e lordine del discorso; fabula ed intreccio non
coincidono.
Infatti la narrazione comincia con una breve retrospezione di circa un
anno, atta ad immergere il lettore nella trama del romanzo, consentendogli di comprendere
gli avvenimenti che si svilupperanno in seguito. Sono anche presenti sommari in cui il
tempo del racconto è maggiore di quello degli avvenimenti; tecnica adotta per evidenziare
i punti salienti e la chiave di lettura.
Esordio, spannung e scioglimento:
I "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" sono riconducibili
allo schema narrativo più frequente, cioè composto da un esordio (turbamento della
situazione iniziale), Spannung (momento di massima tensione), ed infine lo scioglimento
con lo stabilizzarsi di una nuova situazione non necessariamente positiva.
Esordio: suicidio di Giorgio Mirelli
Spannung: la messa in scena del cacciatore Aldo Nuti nella gabbia assieme
alla tigre.
Scioglimento: omicidio e suicidio della Varia e del Nuti; perdita della
voce da parte delloperatore Gubbio.
Personaggi principali:
Serafino Gubbio "operatore": è il protagonista del
romanzo e la voce narrante. Non compaiono note morfologiche sulla sua fisionomia. Si
definisce "operatore" in quanto la sua professione consiste in "una mano
che gira una manovella", una mano impassibile alle azioni che riprende. Dopo aver
ereditato una buona somma di denaro, si è orientato verso gli studi umanistici. Ha
impartito lezioni a Giorgio Mirelli alla casa di Sorrento, casa a cui rimane e rimarrà
legato non solo per il clima mite e sereno, ma anche per lamore nutrito verso
Ducella. Di fatti ritornerà in quel luogo, ora non più così caro come credeva perché
col tempo cambiano anche i sentimenti.
Gubbio si fa però portavoce della sofferenza dei personaggi con cui vive;
li osserva, li analizza, scopre loro la "maschera" facendosi specchio. Afferma
di voler essere lalbergo di tutti, per poter confortare loro con lo stesso conforto
che loro stessi pretenderebbero. Questo proposito muterà poi nellanimo del
protagonista fino a ripudiare una realtà assurda e feroce, chiudendosi dietro la sua
macchina da presa, come freddo, impassibile operatore, raggiungendo la pura perfezione
della professione.
"
Ho sprecato per voi un po di quello che non mi serve
affatto; perché a me serve soltanto la mano
"(Quaderno 7°-pag190).
"
Caro signore creda pure che a me non fa né caldo né freddo:
colpisca o fallisca il colpo; faccia dentro la gabbia quello che vuole; io non mi
commuovo, stia sicuro. Qualunque cosa accada, seguiterò impassibile a girare la
macchinetta."(Quaderno 7°- pag215).
Varia Nestoroff: donna dai capelli color fulveo, quasi cupreo;
corpo elegantissimo, ritto, rigido, snello; un sorriso dolcissimo su le labbra, fresco
come due foglie di rosa; due occhi freddi e sicuri nellombra delle sue lunghissime
ciglia. Ela diva della Cosmograph dove lavora come prima attrice, ma in lei spesso
si notano repentini turbamenti, espressioni sconvolte sconosciute persino a lei sulla
pellicola. Lo schermo diventa uno specchio dove la Nestoroff vede lì una che è lei, ma
che non conosce; vorrebbe non riconoscersi in quella; ma almeno conoscerla per poterla
placare dalle sofferenze. Cercare di arrestare quella parte di lei che le sfugge; questo
è laiuto che pretenderebbe dagli uomini a cui si allaccia. Ma questi non vedono
altro che il suo corpo, ne rimangono abbagliati, alimentando sempre più in lei la sete di
vendetta e di odio che la pervade. Giorgio Mirelli illuminandola di sentimenti solo da lui
percettibili, e non aiutandola psicologicamente, non potè che invelenirla di più. Non
basta il fatto che Giorgio mirasse al suo corpo solo idealmente, rendendo alla Nestoroff
ancora più difficile la vendetta. Volendo essere maligni (Serafino), si può ipotizzare
chella si fece desiderare fisicamente, per poi costringerlo ad assaporare solo ciò
con cui prima si saziava.
Dopo il suicidio del Mirelli, per castigo e per curare in lei un male
disperato si è fidanzata con Carlo Ferro, che di buone maniere proprio non è
, un
altro asprissimo rimedio a cui stringendo i denti si aggrappa. Tantè vero che la
venuta e la possibile minaccia del Nuti non la turba minimamente; nulla in confronto al
Carlo Ferro.
Aldo Nuti: di aristocratica astrazione sociale(barone), il Nuti innamorato di Ducella, cerca di difendere la famiglia dallla venuta della Nestoroff: Convince Giorgio che egli riuscirebbe ad avere da lei quello che lui non ha avuto svelandone la sua vera personalità. Il tradimento del patto stipulato da Giorgio con il suicidio, lascierà un baratro di demoniacale struggezza nellanimo del Nuti. Dapprima cerca inutilmente di confortarla con la solitudine; ecco quindi la scelta di condividere il suo dolore con la causa: la Nestoroff. Lampi di follia lo assalgono, nei quali si approfitta indegnosamente delle cure e dellamore di Luisetta scambiata per Ducella, e poi lasciata illusa. Prese delle partecipazioni della casa cinematografica, riesce ad accapparrarsi alcune parti da attore, come quella che strappa ingenuamente a Carlo Ferro, cadendo nelle grinfie della Varia come aveva progettato: fargli capire che lei poteva manipolarlo ed esporlo ai pericoli più rischiosi del lavoro; comparire dinnanzi ad una tigre per spararle a pochi metri. Ecco quindi lunica via posiibile duscita: lomicidio della Varia ed il propio suicidio.
Carlo Ferro: anchesso attore alla Cosmograph, è un
personaggio che muta aspetto nel corso del romanzo. Viene inizialmente descritto come un
rozzo ed un volgare, incapace di nobili sentimenti, e per questo scelto dalla Nestoroff
come sua dolorosa cagione. Ma in una confessione a cuore aperto, cioè senza maschere,
dimostra a Serafino una gran sensibilità, e una capacità di analisi della nostra
società molto sofisticata.
Cavalena: è uncommediografo della Cosmograph succube della
gelosia della moglie malata. La sua, altro non è che una situazione di comodo; indossando
la maschera della gelosia della moglie nasconde a se stesso limpossibilità
duscita dagli schemi della società.
Luisetta: figlia di Cavalena è una innocence vittima delle
discordie dei genitori, e soprattutto dalle dicerie della gente. Non potrà mai più
contare sulla spensieratezza danimo che si addicerebbe ad una ragazza della sua
età. Per di più rimane illusa dallamore, che cede quasi istintivamente al Nuti,
non corrispostogli; un amore ceduto non ritrovato che accentua in lei il senso di vuoto
della vita.
Lingua:
particolare è il registro utilizzato dallautore nel romanzo, ricco
di tecnicismi dellambiente cinematografico; lo scopo è di ambientare il più
possibile il lettore nellopera, ma ha anche il compiti di rendere più efficace il
contrasto della meccanicità sulla nature, sulluomo. Tra le figure retoriche
utilizzate compaiono a, la metafore e qualche similitudine.
Nel complesso il romanzo segue uno stile più che complesso, analitico; un
procedimento di analisi non subito coglibile da un lettore in erba nella letteratura
pirandelliana.
Problematica presentata nellopera:
molteplici sono le problematiche presen tate nellopera; la
"maschera" degli individui, portatrice di sentimenti impenetrabili da pare degli
altri. Questo non fa altro che accentuare lincomunicabilità dei personaggi,
aumentandone la sofferenza e il disagio che li pervade. Il contrasto fra Pirandello e i
suoi personaggi nasce dalla volontà dello scrittore di metterne a nudo lanima
nascosta; di scomporne lapparente impassibilità e indifferenza di fronte ai casi
della vita, e di capirne lintima composizione per metterne in mostra la loro vera
forma che si concretizzerà una volta per tutte. Ed è contro questo atteggiamento
dellartista che i personaggi tendono a ribellarsi, a mostrarsi insofferenti, per
impedire la spietata analisi che inevitabilmente ne metterà a nudo miserie e grandezze,
ma anche per essere descritti come essi si sentono e sono veramente dentro. La riluttanza
dei personaggi verso lintento dellautore è presto spiegabile nel seguente
motivo: conoscere se stessi significa portare a galla le nostre crudeltà e le nostre
violenze, da cui vogliamo mascherarci.
Appaiono subito evidenti le conflittualità umane e le tematiche
pirandelliane: il vivere, lio, immerse nellera meccanizzata delle macchine.
Non casuale è la professione di Gubbio, nè il suo continuo girare la manovella della
camera da presa, obbligato a servirla per mangiare e quindi servo di essa. Le macchine non
fanno altro che accelerare e rendere più vaga la nostra esistenza, già effimera ed
alienata per se stessa.
Emergente, è anche il forte timore di una meccanizzazione dellarte
del teatro da parte del cinema; nuova "arte" di massa, dai grandi e facili
guadagni. Il cinema, ammasso sconnesso di fotogrammi ripresi meccanicamente dagli
operatori delle cineprese(Serafino Gubbio), e mccanicamente collegati ed elaborati nei
grandi edifici cinematografici. Il cinema, l"arte" della pura finzione,
l"arte" delle macchine(attori, collaboratori macchine
).
Giudizio personale sullopera letta:
è unopera che ci ha stupito per la capacità da parte di
Pirandello, di analizzare il profondo animo delle persone; di riuscirne a smascherare le
finte apparenze, ricavando da apparenti e normali soggetti stati psichici drammatici,
struggenti. Efficace è anche il linguaggio, seppur povero che utilizza per comunicare con
il lettore.
Lopera pirandelliana, in particolare i "Quaderni di Serafino
Gubbio operatore", mi hanno aperto nuovi orizzonti sulla capacità danalisi
delle persone, delle posizioni che assumono nella società e delle maschere che indossano.
Nuove sono le riflessioni sullesistenza delluomo, e sui mondi del suo
inconscio.
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