Oltre ai veleni chimici dalla sigaretta si sprigiona radioattività e chi fuma in media 30 sigarette al giorno, a seconda della provenienza delle sigarette, immette ogni anno nei polmoni una dose di radiazioni pari a circa 300 schermografie.
Le sigarette sono radioattive in quanto in certe zone le piantagioni vengono fertilizzate con fosfati contenenti uranio, che si disintegra producendo polonio 210 radioattivo. La pianta assorbe i fosfati dal terreno e quando il tabacco brucia, attraverso il fumo aspirato, gli isotopi radioattivi entrano nei polmoni e qui possono restare da 3 a 6 mesi e a volte anche anni, continuando ad emettere radiazioni. Possono però penetrare anche nel sangue e raggiungere altri organi: fegato, pancreas, reni, tiroide, midollo osseo, dove si possono accumulare.
Il polonio 210 emette radiazioni alfa, identiche a quelle prodotte dal plutonio delle bombe atomiche, le quali colpiscono gli atomi trasformandoli in ioni che danneggiano il materiale ereditario delle cellule, uccidendole o trasformandole in cellule cancerose.
Recenti scoperte hanno messo in evidenza che le nostre case sono inquinate anche da un gas radioattivo invisibile e inodore, il radon. Se l'aria in casa è pulita, il radon tende ad attaccarsi alle pareti, alle tende , ecc. Ma in presenza di fumo il gas condensa attorno alle particelle di fumo e viene respirato sia dai fumatori, sia dai non fumatori. Questa combinazione, fumo e radon, può creare un'azione sinergica micidiale.
Studi condotti in America attribuiscono almeno la metà dei casi di tumori ai polmoni al danno radioattivo.Nonostante tutto ciò la gente continua a fumare, mentre esige che si rinunci alla costruzione di centrali nucleari, che rappresentano sì un danno potenziale, ma non certo come il fumo, e che almeno in cambio possono dare alcuni vantaggi per l'economia.
Il tabacco può agire sul meccanismo d'azione. di molti farmaci, modificandone l'assorbimento, la fissazione alle proteine plasmatiche, il metabolismo nel fegato o l'eliminazione. Ad esempio accelerandone il metabolismo nel fegato, può ridurne l'efficacia farmacologica. Per i farmaci che risentono dell'influenza del tabacco (come la ferracetina, l'antipirina, la caffeina e la teofillina) è necessario tenere conto di ciò nel prescrivere le dosi a chi fuma.
Inoltre i vari componenti del fumo, in primo luogo la nicotina, possiedono essi stessi proprietà farmacologiche specifiche (cardiovascolari, neurologiche, endocrine, metaboliche, ecc.) che possono sovrapporsi o opporsi all'azione di certi farmaci.
La nicotina provoca lesioni organiche che contrastano gli effetti terapeutici degli antiulcerosi ed aggrava effetti secretori indesiderati; inoltre ha effetto antidiuretico, che diminuisce l'efficacia dei diuretici. La teofillina è importantissima per l'asmatico ed ha effetti positivi anche sul cuore e le arterie: in certi fumatori occorrono dosi superiori del 30-50% rispetto ai non fumatori.
Il tabagismo aumenta la pressione arteriosa e influisce sull'attività cardiaca: ne deriva così una notevole riduzione dell'efficacia dei beta-bloccanti, farmaci antiipertensivi, per cui è opportuno nel fumatore ricorrere a rimedi di altro genere. Anche le dosi di antidolorifici spesso devono essere aumentate nei fumatori a causa di un significativo abbassamento della soglia del dolore per effetto del tabagismo. Si è visto anche che il tabacco riduce l'azione di alcuni psicofarmaci, come gli antidepressivi, gli ansiolitici, i tranquillanti, ecc. Da citare anche il fatto che nei fumatori diabetici possono essere necessarie dosi di insulina anche del 15-20% maggiori rispetto ai non fumatori.
Per quanto riguarda i contraccettivi orali oggi in commercio, a differenza di quelli del passato, la combinazione di pillola e fumo non sembra esporre a rischi di sorta.
In conclusione si può dire che le patologie e le relative terapie più sensibili agli effetti del tabacco riguardano il diabete, l'asma, l'ipertensione e l'ulcera gastroduodenale.
Il fumo offusca il fascino femminile favorendo la formazione di rughe.
Vari studi hanno riscontrato che i fumatori di entrambi i sessi sono più soggetti a rughe facciali e che il raggrinzirsi prematuro della pelle è direttamente proporzionale alla durata del vizio e alla quantità delle sigarette fumate. Per i forti fumatori la probabilità di avere una pelle molto rugosa è risultata 5 volte maggiore che per i non fumatori.
L'autorevole rivista New England Journal of Medicine ha pubblicato lo studio di alcune ricercatrici a proposito degli effetti del fumo sull'aspetto delle persone. Le ricercatrici hanno fotografato alcune persone scelte casualmente, di età variabile tra i 22 e i 75 anni; hanno poi mostrato le foto ad una commissione che, sulla sola base di esse, ha attribuito l'età a ciascuno dei soggetti ritratti: ebbene ai fumatori sono stati attribuiti in media cinque anni più dell'età anagrafica.
Infatti a causa della vasocostrizione e dei veleni contenuti nel fumo, la pelle invecchia precocemente, cospargendosi di minuscole rughe causate dalla perdita di elasticità. E poiché il colorito è dovuto anche al grado di ossigenazione del sangue, la pelle del viso di chi fuma troppo è giallastra, spenta, asfittica e non rosea come in chi è sano. Inoltre le continue contrazioni dei muscoli mimici causate dall'atto stesso di aspirare, portano, dopo anni, a rughette verticali attorno alla bocca (in assoluto le rughe più invecchianti soprattutto per una donna) e a rughette attorno agli occhi, anche perché il fumo continuando ad entrare negli occhi, li fa continuamente strizzare.
Per questo insieme di motivi fumare molte sigarette può anche ritardare la guarigione delle ferite. A tale proposito i chirurghi plastici estetici americani hanno dimostrato che chi fuma ha probabilità 12 volte superiore di chi non fuma di cicatrizzare male dopo un interventi di 1ifting". Quindi conviene smettere non solo per motivi di salute ma anche in nome della bellezza.
Il fumo nei diabetici comporta un aumento della glicemia, che nei fumatori cronici può essere anche dello 0,4-0,5%; quindi il tabacco è da vietare ai diabetici.
E' da sfatare l'opinione che se uno smette di fumare ingrassa. La tendenza ad ingrassare si manifesta solo se si cercano gratificazioni sostitutive del fumo (caramelle, cioccolatini, noccioline, dolci in genere).
Una ricerca americana ha messo in evidenza che l'automobilista che fuma, a causa del monossido di carbonio della sigaretta sommato ai gas di scarico, può presentare una diminuzione delle capacità di valutazione dei tempi e delle distanze. Inoltre chi fuma al volante, ed ha quindi una mano impegnata dalla sigaretta, è senza dubbio meno pronto a reagire in caso di emergenza; senza contare il rischio legato alla cenere o alla brace di sigaretta che possono cadere o disperdersi nell'abitacolo. Inoltre troppo spesso il portacenere è collocato in posti "impossibili", ad esempio vicino alla leva del cambio, così che il guidatore è costretto a vere e proprie contorsioni per poter depositare la cenere.
Per questo il fumare durante la guida è vietato per legge in Norvegia e Polonia, mentre negli USA alcune compagnie di assicurazione concedono sconti sulle polizze ai non fumatori.
Un importante studio condotto in Italia e pubblicato sul British Journal of Dermatology ha messo in evidenza che lo sviluppo della psoriasi (malattia della pelle) è maggiore nei soggetti che fumano 15 o più sigarette al giorno rispetto a chi non fuma.
Tra i disturbi favoriti dal fumo ci sarebbe anche l'artrite reumatoide, ma solo per gli uomini; secondo i ricercatori del National Public Health Institute di Helsinki (Finlandia) il rischio di chi fuma aumenterebbe di 8 volte rispetto a chi non fuma, e anche dopo la rinuncia alla sigaretta gli ex fumatori resterebbero 4 volte più esposti. Il fumo potrebbe anche influire sull'aumento degli incidenti sul lavoro; allo scopo si è a conoscenza di uno studio statistico realizzato in Spagna:
La popolazione studiata è stata quella di una fabbrica di ceramica meccanizzata in cui i lavoratori potevano fumare svolgendo compiti di azionamento e sorveglianza della macchine. Il 37,2% dei fumatori ha avuto incidenti sul lavoro, contro il 17,7% rilevato nel gruppo dei non fumatori.
In una ricerca condotta da medici di Verbania (Novara) e di Chieti è stato preso in considerazione il fenomeno del russare in 1615 bambini di età tra 6 e 13 anni. Il russare è stato riscontrato nei bambini con genitori dediti a fumo moderato e in quelli con padre e madre forti fumatori.
Secondo una ricerca israeliana, i fumatori sarebbero più vulnerabili nei confronti dell'HIV (il virus dell'AIDS). Però secondo il Prof. Fernando Aiuti, titolare della cattedra di Immunologia clinica dell'Università La Sapienza di Roma, questo "è un dato che va interpretato con estrema cautela".
Un ricercatore statunitense, George Cierny della Emory University della Georgia, ha studiato la velocità di riparazione della frattura. della tibia in 29 soggetti: 11 fumatori, 9 ex fumatori e 9 che non avevano mai fumato. Dal confronto è emerso che il fumo di sigaretta ritarda in modo significativo la cicatrizzazione dell'osso, probabilmente per la nicotina, che provocando una costrizione dei vasi arteriosi, riduce l'apporto di sangue all'osso neoformato. Il ricercatore consiglia di smettere di fumare almeno 15 giorni prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico sullo scheletro.
1 fumatori vanno più soggetti a prendere l'influenza durante un'epidemia e di solito la prendono più forte dei non fumatori. Secondo i dati del New England Journal of Medicine, il rischio di contrarre l'influenza aumenta dal 47% nei non fumatori al 72% nei forti fumatori.
Il fumo distrugge la vitamina C che si assorbe dal cibo e dalle bevande. Una sigaretta distrugge 25 mg di vitamina C presenti nel corpo, il che significa che per ogni pacchetto fumato ne vengono distrutti 500 mg.
Il fumo rappresenta uno "speciale rischio per l'udito" di coloro che lavorano in ambienti con un alto livello di rumore. Alcuni Autori hanno riscontrato che l'udito dei fumatori, esposti per diversi minuti a forti rumori, impiegava molto di più a tornare normale di quello dei non fumatori.
Tab. n. 5.
Principali patologie cui sono soggetti i forti fumatori
(25 o più sigarette al giorno)
| ORGANI | PATOLOGIE |
| Occhi | infiammazioni congiuntivali, ambliopie, alterazione della percezione dei colori, difetto del campo visivo, neurite ottica, spasmi retinici |
| Naso | riduzione dell'olfatto |
| Bocca | riduzione del gusto, danni gengivali, processi fisiologici acuti, cancro del fumatore |
| Sistema nervoso centrale | emicranie, perdita del senso dell'equilibrio, insonnia, eccitazione psichica |
| Sistema cardiovascolare | ipertensione o ipotensione arteriosa, arteriosclerosi, claudicazione inter mittente, trombosi degli arti, tromboflebiti, accidenti cerebro-vascolari, aritmie, angina pectoris, infarto del miocardio, trombosi coronariche |
| Apparato digerente | diminuzione dell'appetito, stomatiti da nicotina, gengiviti, gastriti croniche, iperacidità gastrica, ulcere gastriche o duodenali, coliti, lesioni epatiche, cirrosi, cancro dell'esofago, cancro del pancreas |
| Apparato respiratorio | enfisemi polmonari, bronchiti croniche, cancro polmonare, cancro della laringe |
| Apparato genitale maschile |
diminuzione della potenza sessuale, sterilità |
| Apparato genitale femminile |
disturbi mestruali, sterilità, menarca ritardato, menopausa precoce infezioni da funghi, infiammazioni croniche |
| Scheletro | osteoporosi |
| Sangue | anemia, turbe della coagulazione |
| Metabolismo | turbe del metabolismo dei grassi, ipovitaminosi |
| Stato di gravidanza | gravidanze extrauterine, rottura prematura delle membrane, parto prematuro, aborti spontanei, emorragie |
Fonte: Norberto Valentini, "Fumo: perché no" Salve, Novembre 1991.